
Lamezia Terme - Doppio appuntamento con la Letteratura per le socie della sezione lametina di FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari). L’organizzazione, con la sua presidente Teresa Notte, ha infatti promosso presso le sale del Chiostro Caffè Letterario un incontro in due parti dal titolo “Scrittura al Femminile: viaggio tra storia, sfide e territorio”, finalizzato alla valorizzazione delle voci femminili del panorama letterario sia nazionale che territoriale. Nella prima parte l’intervento della professoressa Anna Chierchia, docente di Italiano e Latino del Polo Liceale Campanella Fiorentino, che ha relazionato su “Scritture nel tempo: evoluzione storica e sfide di genere”, proponendo un excursus fra le figure femminili più rappresentative della Letteratura dal ‘500 ad oggi, attraverso le giovani voci di quattro allieve del Polo Liceale Campanella Fiorentino – Ludovica Di Rende, Maria Vittoria Serratore, Greta Gigliotti, Valeria Lio – che hanno brillantemente esposto la loro visione critica dell’opera di Gaspara Stampa, Grazia Deledda, Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Alda Merini, soffermandosi sulla cifra stilistica e sulle innovazioni di ciascuna, ma anche sulle loro difficoltà nell’affermarsi in un contesto dominato dagli uomini. Donne legate dunque proprio dal filo rosso della sfida agli schemi del loro tempo, ad una società che le voleva solo mogli mansuete e madri devote, e che accoglierà a fatica l’immenso apporto della loro opera. Soprattutto, “la loro capacità di raccontare la donna dal di dentro” spiega Chierchia, “e non solo descrivendone la superficie come pure grandi Maestri quali D’Annunzio o Flaubert avevano fatto”.

“Un percorso ancora lungo quello dell’emancipazione, anche in campo letterario”, conclude Teresa Notte, introducendo la seconda parte dell’evento, dedicata alla presentazione del primo romanzo della scrittrice lametina Marinella Vitale, “La vita sa essere dolce”, edito dalla collana di narrativa di Rubbettino, di cui l’autrice ha esposto le tematiche dialogando con il giornalista Antonello Torchia. Tematiche sicuramente molteplici – dall’immigrazione alla violenza di genere, dal patriarcato alla Rivolta di Rosarno, dalla ‘ndrangheta alla restanza come scelta da rendere possibile. Una storia dunque che aggancia profondamente la realtà, filtrata attraverso il vissuto di una giovane donna, lasciando emergere una forma di letteratura fortemente impegnata nel sociale, e un’immagine di Calabria come “ossimoro di bellezza e oscurità”. “Non possiamo raccontare la Calabria, parlando solo delle cose belle, anche se chi viene resta incantato a guardarle” conclude l’autrice, “dobbiamo soffermarci, come già Costabile, anche sui punti oscuri e riuscire ad affrontarli”.
Giulia De Sensi
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