
Lamezia Terme – Conclusa la seconda edizione di “ReStart – Festival del Gaming, della Creatività Digitale e della Cultura Pop”, che per due giorni (2 e 3 maggio) ha animato l’Hub Casa della Cultura di Lamezia Terme, trasformata in una sorta di paradiso geek capace di unire creatività e cultura pop, innovazione e retromania, per un punto d’incontro transgenerazionale arricchito dalla presenza di talk tematici, podcast e creator con cui alzare ulteriormente l’asticella dopo un primo anno più che positivo. Tra gli ospiti, anche Nicolò De Devitiis, protagonista del talk “Dalla rete alla strada: storie vere nell’era digitale”, ultimo atto di una giornata ricca di attività e appuntamenti di un certo rilievo, a partire dall’incontro mattutino (molto più interessante, va detto) con Beatrice Lorenzi su “Anime, manga e cultura pop”. Guidato dalla giornalista Maria Francesca Gentile, il volto de Le Iene si è soffermato parecchio sulla filosofia dietro il celebre programma televisivo, particolarmente affine alla sua di indole di intrattenitore tout court, nudo e crudo, distante da velleità giornalistiche: “Io non sono un giornalista e non ho mai avuto interesse a farlo – ammette De Devitiis – così come molti miei colleghi. Io mi considero, semmai, un intrattenitore.
Faccio parte di un programma che mi ha dato modo di esprimerlo e questa è stata la mia grande fortuna, anche perché Le Iene rispecchia molto il mio modo di essere. Lì non c’è niente di finto, raccontiamo ciò che ci interessa, in modo obiettivo. Come quella volta in cui digiunai per 48 ore con Raz Degan. All’improvviso sparì, lasciandomi nel deserto della Death Valley, di notte. Ed è proprio l’imprevedibile, ciò che non organizzi, a rendere il servizio originale”.
Tra i temi trattati, anche il rapporto tra social e televisione, due argomenti a lui particolarmente cari: “Io arrivo da lì, essendomi affermato in qualità di bike blogger, ma non sono ossessionato dai social, anzi. Credo però che, al giorno d’oggi, social e televisione debbano parlarsi. E la tv dovrebbe apprendere dai social il dono della sintesi, qualità meravigliosa con cui ho familiarizzato proprio a Le Iene, un programma multitasking, per come la vedo io, poiché capace di racchiudere e sintetizzare forme di intrattenimento diverse”.
Archiviato l’intervento di De Devitiis con una serie di domande a raffica, il palco è tutto per gli organizzatori dell’evento, tra cui il direttore artistico Francesco Molinaro e il vicepresidente della cooperativa sociale Inrete, Antonio Scaramuzzino, seguiti dall’intero staff.
“La speranza è che, al di là di questo Festival, questo luogo possa ripartire vivendolo – afferma Scaramuzzino – proprio come abbiamo fatto in questi giorni. Quando i luoghi vengono vissuti, diventano ritrovi di cultura, di produzione, di sviluppo, quindi ci aspettiamo che l’Hub Casa della Cultura possa andare avanti in questa direzione, soprattutto grazie ai giovani”.

A Molinaro, infine, il compito di tracciare un bilancio di questa seconda edizione, con uno sguardo già rivolto al futuro: “Questa edizione di ReStart segna un passaggio di maturità: non solo un festival, ma l’avvio concreto di un percorso strutturato. In questi giorni abbiamo costruito le basi di una squadra ampia e trasversale, in cui convivono mondi diversi – dalla cultura nerd all’impresa, dall’università al sociale – che hanno trovato un terreno comune nell’idea di generare valore per il territorio. L’elemento più rilevante è la capacità di aver trasformato l’evento in una piattaforma attiva, capace di produrre relazioni, progettualità e nuove opportunità che continueranno oltre questi due giorni. Le collaborazioni avviate ci permetteranno di animare l’Hub Casa della Cultura durante tutto l’anno, consolidandolo come spazio permanente di innovazione culturale. In questa prospettiva, ReStart 3 non sarà semplicemente una nuova edizione, ma un’evoluzione più ampia, sia in termini di durata che di impatto, costruita su una rete già oggi concreta e operativa”.
Francesco Sacco


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