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di Donato Parente

Lamezia Terme, 23 giugno -  Dopo la cerimonia d'apertura, palazzo Nicotera ha ospitato un incontro dal titolo "Informare in Calabria", che ha visto alcuni fra i più importanti esponenti del giornalismo calabrese, discutere dello stato dell'informazione in Calabria con Lirio Abbate e don Luigi Ciotti. Un incontro stimolante, nel quale i relatori hanno discusso animatamente dei problemi del giornalismo calabrese. Giuseppe Baldessaro, giornalista de "Il Quotidiano della Calabria" ha posto in evidenza i rischi in cui si incorre andando contro il sistema, perché "il sistema dell'informazione calabrese si poggia soprattutto sulla pubblicità istituzionale e, quindi, i giornali devono mettere in conto i rischi in cui si va incontro andando contro le istituzioni che, di fatto, sono i veri editori dei nostri giornali", alludendo poco velatamente alla necessità di sganciarsi da questo meccanismo per guadagnare in credibilità. Dello stesso parere è Pietro Comito di "Calabria Ora", che aggiunge quanto segue: "Il problema è che in Calabria non esiste un'editoria pura; più gli editori sono "collusi" con la politica, più il giornale subisce malevole influenze da parte degli editori". Lucio Musolino, giornalista de "Il Fatto"", mette il dito in una piaga del giornalismo calabrese: il rischio isolamento. Rischio piuttosto frequente in quanto, secondo Musolino, "i calabresi sono addormentati da una stampa regionale da considerare drogata", aggiungendo che "il problema non è certamente costituito solo dalla 'ndrangheta: bisogna tenere in conto anche il potere di politica, massoneria e Chiesa". L'intervento di Manuela Iatì di SkyTG24 è tutto incentrato sulla mancanza di attenzione sulla Calabria da parte della stampa nazionale, affermando laconicamente che "la Calabria non conta niente per la stampa italiana e internazionale". A spezzare una lancia a favore del giornalismo calabrese ci pensa Filippo Veltri,caporedattore dell'Ansa Calabria, che fa osservare come la situazione sia nettamente migliorata rispetto al passato, aggiungendo che, a suo avviso, per migliorare ulteriormente le condizioni del giornalismo calabrese è necessaria una "spinta di moralità, perché in Calabria fare giornalismo vuol dire anche questo". Applauditissimo, infine, l'intervento di don Luigi Ciotti, il quale chiede di smetterla di dare la solidarietà ai giornalisti, in quanto "è pura retorica, perché è necessario che ognuno si senta corresponsabile! Ma per arrivare alla responsabilizzazione sono necessarie conoscenza e cultura. Per questo motivo è inaccettabile che oggi qualcuno dica che con la cultura non si mangia!".

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