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libri_copia.jpgLamezia Terme - Visar Zhiti, Il visionario alato e la donna proibita, edito da Rubbettino. Braccato senza sosta da ricordi dolorosi, Felix compie un viaggio tra i “rocciosi” confini dell’Europa alla ricerca della perduta Ema e del suo tragico amore. Scritto in anni in cui l’Albania usciva vinta e mortificata da un regime totalitario, questo romanzo è il resoconto allucinato dell'inferno di un uomo travolto dalla storia, e di una donna vittima della dittatura. Scavando nelle proprie piaghe con l'acume della paranoia, il protagonista compone un ritratto della patria e dei suoi figli feriti, smarriti nelle città europee, attratti dalle insegne al neon e dalla falsa promessa di un'irraggiungibile libertà. Un romanzo fuori dal comune, dall'inusuale ampiezza di respiro, che è contemporaneamente narrazione personale, libro identitario e tributo a tutti coloro che hanno subìto la Storia.

Scartati La mia vita contro l'aborto di AbbyJohnson

Nell’ottobre 2009, quando Abby Johnson si licenziò da direttrice di una clinica texana dell’organizzazione Planned Parenthood in cui si eseguivano aborti, il suo caso ebbe una grossa risonanza. I giornali e le televisioni accorsero in massa per conoscere la sua storia. In questo libro la Johnson racconta la sua drammatica conversione da sostenitrice dell’aborto ad attivista cristiana per la vita. Non si tratta però di un libro ideologico. L’autrice narra i fatti che ha vissuto in prima persona, le sue emozioni, il suo dialogo con Dio, le motivazioni ideali che l’avevano spinta a entrare in Planned Parenthood e gli scrupoli morali che l’hanno portata a rifiutare per sempre l’aborto come soluzione ai problemi delle donne. Abby Johnson non esita a parlare dei segreti più terribili della sua vita, ma non usa mai, verso nessuno, parole d’odio o di condanna. La sua vicenda dimostra che l’amore, la gentilezza e la compassione possono fare la differenza nel dibattito sull’aborto.  Abby Johnson, nata nel 1980, è un’attivista americana antiabortista. Attualmente è capo della ricerca per Live Action, un'organizzazione pro-life.

Italia, il Paese delle raccomandazioni, secondo un luogo comune. Ma è realmente così? Domenico Morelli, partendo dalla parola più utilizzata negli ultimi anni - "crisi" - ha cercato di dare una risposta a questa domanda. Il suo libro, Dal mio punto di vista. Tra crisi e raccomandazioni (Falco editore) , e’ statp presentato gia’ a Rossano.Domenico Morelli è un giovanissimo autore. Ancor prima di entrare nel mondo del lavoro ha cominciato a porsi domande di natura politica e sociologica sul nostro Paese al tempo della crisi.“Da ormai due anni, noto che la crisi è dappertutto, sulle facce delle persone, sui loro lavori, sui giornali “Crisi” è la parola che oggi rappresenta di più l’Italia. Un’Italia una volta splendente e trionfale, oggi piena perdente. La raccomandazione è la cosa che odio più della crisi. La raccomandazione oggi è indispensabile. La raccomandazione è l’Italia”.

Vedere la disabilità Per una prospettiva umanistica  Marianna Gensabella Furnari (a cura di) – Rubbettino - Una barriera trasparente separa le persone con disabilità da chi ne è privo: la difficoltà di vedere la disabilità, sottraendola alla rimozione che ancora l’avvolge. Per tentare di abbattere la barriera, il testo propone di adottare una prospettiva umanistica che offra una fenomenologia dei modi parziali e distorti in cui la disabilità è stata ed è vista, aprendo, al tempo stesso, alla possibilità di una diversa e piena visione, fondata su un nuovo umanesimo in cui la vulnerabilità sia cifra essenziale dell’umano. I diversi saggi del testo si propongono come un contributo alla definizione di tale prospettiva. Dalla riscoperta delle tracce lasciate dalle persone con disabilità nella storia e nella letteratura del mondo antico, si passa alle analisi, condotte tra storia, sociologia e comunicazione massmediale, delle contraddizioni del nostro tempo, diviso tra tendenze inclusive e rischi di emarginazione e stigma.

Le grandi dighe in Calabria” (pubblicato da Falco editore) è frutto del lavoro del Prof. Giancarlo Principato dell’Unical, che ha raccolto le informazioni più minuziose e un immenso patrimonio fotografico sulle dighe calabresi. Dopo un richiamo allo stato delle grandi dighe in Italia, il libro illustra l’enorme potenziale della Calabria nel campo di queste importanti infrastrutture. In modo del tutto sintetico ma significativo, i principali dati sono stati inseriti in apposite monografie, ognuna arricchita da allegati grafici e da documentazione fotografica che ricordano anche le fasi costruttive. Sebbene si tratta di un’illustrazione delle singole dighe e delle loro principali caratteristiche, è un documento che offre un’analisi di un settore che, in alcuni casi, ha interessato enti territoriali e organismi diversi con dati e informazioni contrastanti.L’appendice finale, inoltre, riporta un elenco cronologico della normativa in materia.

                              F. V.

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