
Lamezia Terme - La guerra in casa Le Pen? È un’operazione di dédiabolisation” del FN. A sostenerlo è Nicola Genga autore per Rubbettino del libro “Il Front National Da Jean-Marie a Marine Le Pen” in questi giorni in libreria. Secondo lo studioso Nicola Genga “Se non si vogliono scomodare interpretazioni dietrologiche basate sull'idea che le divergenze tra i Le Pen rispondano a una ‘strategia della doppiezza’, secondo il classico schema ‘poliziotto buono-poliziotto cattivo, si può pensare che i risultati delle ultime elezioni dipartimentali abbiano convinto Marine a intraprendere una seconda ondata di ‘dédiabolisation'. In altre parole, una campagna mirata a rimuovere definitivamente lo stigma di demonizzazione che pesa sul FN, optando sull'adattamento alle logiche del sistema repubblicano, a discapito della radicale distinzione da esso, per riprendere la dicotomia ‘demarcazione-adattamento’ usata dallo studioso francese Alexandre Dézé. Lo scarto tra il buon risultato in termini di voti (25%) e il bottino nullo in termini di conquista di dipartimenti, sembra insomma aver indotto la nuova leva di dirigenti frontisti a imboccare con decisione la strada della rispettabilizzazione.
- Chi ha cancellato la questione meridionale? Mariano D'Antonio
La questione meridionale, la cosiddetta QM, le cause dell’arretratezza del Mezzogiorno e i rimedi per sanarla, non sono più al centro del dibattito politico, anzi ne sono stati quasi cancellati. Un luogo comune attribuisce la responsabilità di ciò all’egoismo degli italiani che vivono nelle regioni più ricche, i quali sono insofferenti di pagare tasse e contributi per finanziare la spesa pubblica al Sud. Questo libro della Rubbettino capovolge tale argomento vittimista e attribuisce la responsabilità del declino della QM in gran parte ai comportamenti dei meridionali, specie dei politici, all’inefficienza delle amministrazioni pubbliche locali, alla diffusa corruzione, in definitiva al debole spirito civico della popolazione. Sono perciò valorizzate nel libro alcune esperienze che segnano un’inversione di rotta nella politica di sviluppo del Mezzogiorno fuoriuscendo dal vecchio paradigma, caro ai politici e ad alcuni meridionalisti, di reclamare maggiori, indiscriminati finanziamenti pubblici. Tra queste esperienze positive qui si esaminano o si prefigurano l’avvio di una cooperativa agroalimentare di successo in Calabria; il microcredito a favore di famiglie e piccole imprese meridionali; il sostegno da rafforzare alla piccola industria radicata nel territorio del Sud; la promozione di autentiche imprese sociali; il contrasto della disoccupazione giovanile; un governo più oculato dei fondi pubblici assegnati dall’Unione europea alle regioni meridionali.
Esce in Italia "La vita in una scatola di fiammiferi", il più importante e atteso romanzo di Fatos Kongoli. “Quella notte non riuscii a chiudere occhio. Mi sentivo in un mondo che non era il mio. Il mio mondo si trovava ormai tutto intero nel seminterrato. Insieme al coro dei vermi”.
L’intensità della storia albanese, a partire dal regime di Hoxha, passando per il periodo post-comunista, fino ad arrivare all’anarchia del 1997 e al successivo periodo di occidentalizzazione, non è il semplice sfondo del romanzo ma la chiave di lettura che accorda il protagonista con ciò che gli si riversa addosso tra aspirazioni e dura realtà.
La storia di Bledi Terziu, raccontata da egli stesso come una confessione a cuore aperto e a briglia sciolta, senza filtri e orpelli narrativi, investe il lettore trascinandolo nel flusso di coscienza destabilizzante del protagonista, non tanto per un gioco all’immedesimazione, ma perché rende vivida e realistica l’esperienza narrativa.
“Questa è la storia di un’ingiustizia, il racconto di un uomo normale che a un certo punto della vita è costretto a vivere un incubo”. L’uomo normale è Mario Saccone, funzionario INPS protagonista, suo malgrado, di un caso di malagiustizia. Completamente scagionato dalle accuse mosse contro di lui, Mario Saccone ha deciso di raccontare la propria vicenda in un libro, per i tipi di Falco editore. “L’inutilità del male. Diario di un’ingiustizia” è il titolo del volume che il funzionario INPS presenterà domenica 19 aprile, alle 18, presso la Sala Rossa del Palazzo San Bernardino di Rossano, in provincia di Cosenza.Interverranno alla manifestazione l’editore Michele Falco, il consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti e presidente del Circolo della stampa Pollino-Sibaritide Cosimo Bruno, l’avvocato del Foro di Cosenza Alfonso Rago, e l’avvocato del Foro di Castrovillari Maurizio Minnicelli. A moderare sarà la giornalista del quotidiano Gazzetta del Sud Anna Russo. Nel corso della presentazione, la platea potrà ascoltare alcuni brani scelti e recitati da Giuseppina La Gaccia.
F.V.
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