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di Francesco Sacco.

Lamezia Terme - “Il mistero dell’amore è più grande del mistero della morte”. Due mesi dopo l’uscita ufficiale nelle sale italiane e a distanza di ben due anni dalla distribuzione nei mercati esteri, “Romeo & Juliet”, l’ultimo lungometraggio del regista lametino Carlo Carlei, approda finalmente a Lamezia Terme grazie alla tripla proiezione organizzata dall’associazione culturale “The Verge” al “The Space Cinema” del centro commerciale “I Due Mari”, in attesa dei quattro appuntamenti annunciati dal sindaco Gianni Speranza in occasione della riapertura del “Teatro Grandinetti” versione cinema sabato 18 aprile. Mettendo da parte la capziosa querelle tra associazione e primo cittadino che ha animato l’ultima settimana, il film segna il gradito ritorno di Carlei al cinema dopo l’insuccesso hollywoodiano di “Fluke” nel 1995 che lo ha portato a concentrarsi prevalentemente su fortunate produzioni televisive come “Padre Pio”, “Ferrari” o “Il generale Della Rovere”. Sceneggiata e prodotta dall’inglese Julian Fellowes, premio Oscar per “Gosford Park” del grande Robert Altman, e interpretata da un cast notevole (Paul Giamatti, Damien Lewis, Natascha McElhone, Douglas Booth nei panni di Romeo e l’enfant prodige Hailee Steinfeld in quelli di Giulietta), quest’ennesima trasposizione dell’immortale dramma firmato William Shakespeare si colloca a metà strada tra la celebre versione del nostro Zeffirelli e l’audace delirio pop di Baz Luhrmann, rendendo assoluta giustizia alla materia originale.

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Nel tentativo di avvicinare il giovane pubblico ai film in costume e alla più struggente storia d’amore mai raccontata, Carlei, coadiuvato dalla penna di Fellowes, sviluppa una versione romantica e tradizionale, coerente con testo e messa in scena ma, a suo modo, moderna grazie ad un sapiente dosaggio di buona parte dei versi shakespeariani e a tempi narrativi frenetici, soprattutto nella prima parte, scanditi dall’onnipresente colonna sonora composta da Abel Korzeniowski. Romanticismo amplificato, poi, dalla curiosa ambientazione rinascimentale, licenza poetica sicuramente funzionale che rende questo “Romeo & Juliet” un’opera esteticamente sublime, frutto di una straordinaria ricostruzione scenografica e architettonica (spettacolare il famoso balcone di Giulietta) completata dagli splendidi costumi realizzati da Carlo Poggioli. Ciò che non convince in pieno, paradossalmente, è l’alchimia tra i due protagonisti, nonostante la scelta filologicamente corretta di optare per due attori giovanissimi. Se Douglas Booth si rivela sufficientemente carismatico nel ruolo del tormentato Romeo, chi stecca clamorosamente è proprio la Steinfeld, candidata all’Oscar per il remake de “Il Grinta” dei fratelli Coen, debole e poco credibile nel dar vita all’iconica Giulietta. E non è difetto da poco. Straordinario, invece, il resto del cast: l’intenso Paul Giamatti (Frate Lorenzo), Lesley Manville (Balia) e Damien Lewis (Lord Capuleti) su tutti. Nel complesso, l’opera di Carlei si rivela comunque una trasposizione riuscita, confezionata in modo impeccabile, capace di emozionare e appassionare attraverso la fedele e sfarzosa rilettura di uno dei più celebri capolavori del grande Bardo inglese: un amore tragico senza tempo in balia di un destino ineluttabile. Soddisfatto, al termine della programmazione, il giovane presidente e fondatore dell’Associazione “The Verge” Carlo Ardito, alla prima iniziativa di carattere cinematografico: “Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti. Si trattava di un evento particolare, arrivato al termine di una settimana un po’ convulsa, ma nonostante tutto abbiamo ottenuto un ottimo riscontro di pubblico. Dopo la mancata distribuzione nelle sale lametine due mesi fa, riuscire a portare “Romeo & Juliet” a Lamezia era un’operazione necessaria, per la nostra città e, soprattutto, per Carlo Carlei, un autentico talento lametino”. “Mille volte buonanotte” alle polemiche e bentornato a Carlo Carlei.

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