
Tiriolo - Un luogo suggestivo a due passi da casa dove trascorrere il primo maggio senza uscire dalla provincia? La piccola cittadina di Tiriolo, al centro perfetto dell’Istmo, è senza dubbio una delle mete più quotate, più facilmente raggiungibili da Lamezia, e più ricche di sorprendenti e poco conosciute attrattive. Come la cima del monte Tiriolo, dalla quale, a circa 800 metri d’altezza, nel punto più stretto della penisola, è possibile godere del panorama mozzafiato dei due mari, lo Ionio e il Tirreno, rimanendo fermi fra le splendide rovine della Fortezza bizantina di Giustiniano. Si tratta di un’antica cittadella fortificata, oggi immersa nel folto della vegetazione selvatica, dalla quale era possibile avvistare le navi nemiche su entrambi i versanti, utilizzata nella guerra greco-gotica e assediata dagli arabi nel 930 d.C.

Il luogo, raggiungibile a piedi lungo un percorso CAI di circa tre chilometri in salita, a partire da piazza 4 novembre, custodisce anche la pianta trilobata di una chiesa bizantina, ubicata ai margini di un sito archeologico preistorico, dove è ancora possibile visitare una piccola grotta naturale addentrandosi nel suo andito scavato nel terreno, nei pressi dell’antico Osservatorio Astronomico “Andrea Perrelli”, oggi in via di riqualificazione. I più esperti potranno avventurarsi da lì in un trekking fra le creste rocciose della cima, in un sito interessante anche dal punto di vista floro-faunistico, dal quale è possibile osservare il volo dei falchi su una macchia mediterranea popolata da istrici, tassi, ramarri verdi.
Altrettanto sorprendente il panorama dalle rovine del Castello Sant’Angelo, che sovrasta il paese. Risalente all’XI secolo e gratuitamente aperto al pubblico, nasconde un belvedere dal quale è possibile, al termine della giornata, godere del tramonto con vista sull’Etna e sulle Eolie. Ai suoi piedi il centro storico del paese, dove si può accedere alla bottega artigiana di un liutaio che custodisce la memoria storica del borgo, o accedere ai vagli dei molti palazzi storici risalenti al ‘700. Una perla di storia, natura, tradizione, che custodisce nel suo silenzio selvaggio, e talvolta nell’abbandono, scorci di incomparabile bellezza, che la rendono unica nel Mediterraneo.
Giulia De Sensi

© RIPRODUZIONE RISERVATA