
Castrovillari (Cosenza) - Compariranno davanti al gip di Castrovillari Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi di 31 anni, pachistani, i due fermati per la strage dei braccianti di lunedì scorso ad Amendolara dove tre migranti afghani ed uno pachistano sono stati uccisi arsi vivi all'interno di un mini van. I due, nel corso dell'interrogatorio davanti alla pm Roberta Bello non hanno parlato. La Procura, coordinata dal procuratore capo Alessandro D’Alessio, ha emesso nei loro confronti un provvedimento di fermo.
Si avvarranno della facoltà di non rispondere i due indagati per l'omicidio di quattro braccianti, bruciati vivi all'interno di un minivan ad Amendolara, nell'udienza di convalida del fermo disposto dalla Procura di Castrovillari, in corso di svolgimento nel carcere della città del cosentino. Lo ha detto uno dei due legali che assistono Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi di 31 anni, pachistani, l'avvocato Giovanni Brandi Cordasco Salmena. "Non conosciamo gli atti - ha detto il legale entrando in carcere -. Sicuramente i nostri assistiti si avverranno della facoltà di non rispondere". L'altro difensore è l'avvocata Giulia Montilli.
"Il caporalato uccide. La Calabria alza la testa": il 6 giugno manifestazione ad Amendolara
Sabato 6 giugno 16, la Calabria scende in piazza, ad Amendolara, contro il caporalato per rivendicare diritti e giustizia per chi lavora. L’omicidio dei quattro giovani Waseem, Amin, Ullah e Safi, apre tanti interrogativi e non lascia indifferenti i calabresi che scenderanno in piazza insieme ai sindacati. Tante anche le associazioni, sigle e partiti che hanno già annunciato di aderire alla manifestazione di sabato.
Indagini proseguono su movente e contesto lavorativo
Chiuso il cerchio sui presunti autori materiali della strage dei quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara, la Procura della Repubblica di Castrovillari che coordina le indagini della Squadra mobile di Cosenza, punta adesso a stabilire quale sia stato il movente ma non solo. Gli accertamenti, infatti, tendono anche a chiarire quale sia il contesto lavorativo nel quale è maturato il quadruplice omicidio e il ruolo svolto dai due indagati, Safeer Ahmed e Ali Raza, 31enni pachistani. In particolare, secondo quanto si è appreso, gli inquirenti intendono verificare quali fossero i rapporti di lavoro di vittime e indagati con le aziende di Scanzano (Potenza) dove avevano lavorato nelle ultime settimane per la raccolta delle fragole e se tutto fosse in regola. Inoltre, più in generale, l'attenzione è puntata sul fenomeno del caporalato, per stabilire se questi lavoratori fossero indirizzati alle imprese da soggetti che li "gestivano" o se pure i contatti erano diretti. Al riguardo gli investigatori stanno anche cercando di chiarire il ruolo degli imputati per stabilire se fossero veri e propri caporali - ed eventualmente al servizio di chi - o se pure fossero anche loro braccianti che però sfruttavano una presenza sul territorio italiano più lunga e la disponibilità di un mezzo per farsi pagare il trasporto da chi, invece, non aveva come muoversi. Sembrerebbe, infatti, che il minivan all'interno del quale sono stati uccisi il pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e gli afghani pashtun Amin Fazal Khogjani (28 anni), Ullah Ismat Qiemi (19 anni) e Safi Iayjad (27 anni), fosse di proprietà di uno dei due fermati.
Vittime e fermati vivevano insieme
I quattro braccianti arsi vivi e i due pachistani vivevano insieme in un appartamento a Villapiana, in provincia di Cosenza. In queste ore emergono nuovi particolari sulla strage di Amendolara di lunedì quando quattro giovani stranieri (tre afghani e un pachistano) sono stati arsi vivi in un minivan, la Fiat Ulysse, data alle fiamme nel piazzale della stazione di servizio ad Amendolara sulla statale 106. Nel minivan erano in sette e solo uno è riuscito a salvarsi: un afghano di 35 anni, unico sopravvissuto alla strage. L’uomo è riuscito a scappare rompendo il finestrino. Per la mattanza dei braccianti agricoli la Procura di Castrovillari ha fermato due pachistani, Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi di 31 anni. I due sono accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato da futili motivi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA