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Feroleto Antico - Feroleto Antico torna a raccontarsi attraverso i suoi sapori. Il Cudu – il celebre Cucchiaru de Uaru – ritorna in Piazza Mangani con un’atmosfera che appartiene alle grandi occasioni e alla memoria collettiva del paese. La manifestazione, organizzata dal Comitato 25 e presentata con eleganza da Katia Perri, ha confermato ancora una volta il valore di una tradizione che non è solo gastronomica, ma profondamente identitaria. I rioni e le frazioni hanno raggiunto la piazza con orgoglio, portando non soltanto un piatto, ma un pezzo della propria storia.

Le pietanze, curate nei dettagli, erano vere e proprie scenografie: stendardi, colori, simboli che raccontavano appartenenza e radici. Un modo semplice e diretto per dire: “Questo è il nostro sapore, questa è la nostra comunità.”

A valutare i piatti una giuria rappresentativa del territorio:  

- Pietro Fazio, sindaco 

- Don Domenico Coffani, parroco  

- Concetta Notaro, dottoressa  

- Pasquale Leone, ex chef di cucina 

- Alberico Aiello, figura storica della comunità  

Cinque sensibilità diverse chiamate a un compito tutt’altro che semplice: scegliere la pietanza migliore in una gara che, più che competizione, è apparsa come un rito condiviso. La piazza, gremita e partecipe, ha accompagnato ogni momento con calore. E come da tradizione, la serata si è conclusa con un gesto che parla da sé: una pasta e fagioli servita a tutti, senza formalità, con quella generosità che da sempre caratterizza la convivialità feroletana.

Il Cudu 2026 ha dimostrato che le tradizioni non vivono per inerzia: resistono perché una comunità decide di custodirle, rinnovarle e celebrarle. Feroleto Antico lo ha fatto ancora una volta, trasformando una serata in un racconto collettivo capace di unire, far sorridere e ricordare chi siamo.

Quando la piazza si è svuotata lentamente, è rimasta nell’aria la stessa sensazione che accompagna il Cudu da quarant’anni: la certezza che, attraverso un cucchiaio e un piatto, il paese ritrova ogni volta il sapore della sua storia.

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