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Lamezia Terme - Sì associa alle recenti dichiarazioni del vicepresidente regionale e presidente interprovinciale di Coldiretti Fabio Borrello sui danni del caldo al comparto agricolo anche il presidente zonale di Lamezia Terme Michelangelo Notarianni, rendendo nota una situazione che sembra inesorabilmente andare ad incidere sia sulla produzione agricola che sull'allevamento, anche nel nostro territorio. Una situazione per la quale le alte temperature di questi mesi, associate agli incendi e alla siccità, avrebbero prodotto non solo un anticipo anomalo nella maturazione di alcune colture, ma anche "una riduzione della produttività di circa il 30/50%, riscontrabile nell'intera regione, che ha interessato finora soprattutto il settore ortofrutticolo".

Si teme naturalmente anche per il comparto vitivinicolo e per la produzione olearia - preziosa sulla piana - che potrebbe essere danneggiata dalla scarsità di piogge, e la cui resa reale si vedrà però solo in ottobre. Si registrano danni anche all'allevamento, sia a causa dello stress cui sono sottoposti gli animale per via del caldo, sia a causa dell'obbligo di contromisure conseguenti - ventole, impianti di aerazione - che gli allevatori sono costretti a mettere in atto, sia per i danni alle colture di foraggi per l'inverno dovuti alla siccità. Il tutto in una situazione già precaria a causa dell'aumento dei costi di produzione che interessa l'intero comparto. Notarianni si unisce dunque all'appello già lanciato da Borrello per un "intervento urgente da parte della Regione Calabria che possa dare risposte concrete ai produttori", in un momento evidente di crisi dovuto al cambiamento climatico che sta coinvolgendo pesantemente un territorio dove agricoltura e allevamento sono ancora settori trainanti.

Giulia De Sensi

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