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Catanzaro - “Una spesa pubblica stimabile intorno ai 20 milioni di euro annui. Degrado ed elevati rischi di natura igienico-sanitaria. Incidenti stradali, anche mortali. Danni al turismo causati dalla pessima immagine offerta della nostra Regione. Una scarsissima attenzione alla tutela degli animali di affezione”. Si tratta del fenomeno del randagismo che in Calabria è un vero e proprio problema. Con lo scopo di richiamare l'attenzione delle istituzioni sull'emergenza randagismo in Calabria, il 12 giugno, alla Cittadella Regionale in loccalità Germaneto, Catanzaro, Onda Calabra Animalista, comitato spontaneo costituito da associazioni, volontari non associati, amministratori e cittadini, organizzerà un sit-in per chiedere al Commissario ad Acta per la Sanità Regione Calabria, e a seguire agli altri enti interessati dal fenomeno, un incontro per discutere principalmente di 3 punti: “la necessità di maggiori controlli in ordine all'identificazione in anagrafe canina dei cani padronali, una maggiore semplificazione delle procedure di sterilizzazione e reimmissione di cani e gatti vaganti, l'istituzione di un piano straordinario di sterilizzazione di cani e gatti padronali, primaria fonte di cucciolate indesiderate, sull'esempio della Regione Basilicata e della Regione Sardegna”.

"Siamo consapevoli - afferma l'ing. Viviana Tarsitano, promotrice del movimento Onda Calabra Animalista - che i problemi legati al fenomeno del randagismo siano molteplici, atavici, difficili da sradicare da un territorio che considera "normale" la numerosa presenza di cani e gatti sulla strada, denutriti, infestati dai parassiti, malati, vittime delle peggiori sevizie. Animali che nella maggior parte dei casi non sono assolutamente “randagi”, ma padronali non custoditi o abbandonati. Ma siamo certi che con l'impegno delle istituzioni e una maggiore informazione ed educazione dei calabresi, il randagismo possa essere contrastato in maniera risolutiva. Il primo passo da attuare è certamente la prevenzione: con la sterilizzazione si impedisce la nascita di nuovi randagi; con maggiori controlli sull'obbligo del microchip si responsabilizzano i detentori di cani ad una corretta custodia, scongiurando il pericolo di abbandono. Una "ricetta" semplicissima e di facile attuazione: prima si riduce il numero di cani e gatti indesiderati, poi si riorganizza in maniera più efficiente la gestione del fenomeno. Confidiamo che questo, nel giro di pochi anni, apporterà grandissimo giovamento alla nostra Regione".

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