Lamezia, il biologo Greco: "Nel golfo di Sant'Eufemia scarichi di ogni tipo, fondamentale azione della Procura"

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Lamezia Terme - "La collaborazione attivata con la procura di Lamezia Terme e quella di Vibo Valentia è fondamentale e ha consentito di mettere in campo già delle azioni di contrasto alle diversificate forme di inquinamento che abbiamo riscontrato nei nostri controlli". A parlare è Silvio Greco, biologo marino e a capo della stazione zoologica Antonio Dohrn, che ha fornito un supporto fondamentale in ultimo all'operazione “Deep”, realizzata nelle scorse settimane contro l'inquinamento ambientale e che ha portato a numerosi sequestri e denunce anche nell'area del Tirreno lametino. Greco oggi pomeriggio sarà a Lamezia, tra i relatori dell'iniziativa "Il mare che verrà" in programma alle 17:30 nella sala Napolitano del Comune e promossa dalla presidenza del Consiglio comunale e dal Consiglio regionale della Calabria. Le indagini, fra l'altro, vanno avanti e porteranno presto a nuovi interventi della magistratura. Lo stesso Greco è attualmente impegnato nella raccolta di dati scientifici da consegnare alle procure e alle forze dell'ordine.

Le fonti di inquinamento nel mare lametino

"Purtroppo - spiega Greco - abbiamo riscontrato diverse fonti di inquinamento nel mare del Golfo di Lamezia. Di tutto e di più soprattutto nell'area ex Sir, e il fenomeno più preoccupante è legato agli scarichi abusivi nei torrenti e a mare. Un fenomeno molto diffuso e di cui non si coglie a pieno la gravità perché in ballo vi è la salute dei cittadini. Se la Calabria sopporta punte di malattie oncologiche proprie di luoghi ad alta densità industriale, c'è un motivo purtroppo". "Vi sono anche ragioni naturali - aggiunge il biologo marino - fra l'altro che incidono sulla qualità delle acque, dal momento che il vasto Golfo di Sant'Eufemia è soggetto a correnti che provengono da nord e da sud e questo fenomeno naturale ha un'incidenza".

Mare-sporco-foto-di-archivio_1e28a.jpgFoto d'archivio

Le previsioni per l'estate 2022

"Le importanti azioni di contrasto messe in campo da magistratura e forze dell'ordine, il sequestro di diversi siti inquinanti e dello stesso depuratore comunale sono misure che possono consentirci di sperare in un leggero miglioramento delle acque per l'estate che verrà. Leggero - ribadisce Greco - perché purtroppo le fonti di inquinamento riscontrate sono molteplici e il problema della depurazione nel Lametino e in Calabria ha origini antiche e risiede per lo più nello smaltimento dei fanghi. Basti pensare che quelli dichiarati ufficialmente sono 30mila tonnellate all'anno, mentre noi sappiamo che la quantità reale è pari a circa 220mila tonnellate".

La riserva di corallo nero nel Golfo di Sant'Eufemia

"Serve un'importante assunzione di responsabilità collettiva da parte delle istituzioni, dei cittadini e di tutte le articolazioni della società lametina e calabrese perché il contrasto all'inquinamento possa diventare un impegno quotidiano. Basti pensare al fatto che qui nel Golfo di Sant'Eufemia vi è uno straordinario hotspot di biodiversità. Nelle nostre attività di monitoraggio qui abbiamo individuato una foresta di corallo nero unica al mondo. Il mare è un patrimonio di cui avere cura e che potrebbe costituire per i calabresi una vera e propria ricchezza".

Giulia Veltri

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