Lamezia, Covid e terapia precoce per pazienti con patologie gravi

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Lamezia Terme - Il Covid non molla la presa e i casi quotidianamente in aumento in Calabria e a Lamezia, dimostrano come purtroppo ancora il virus sia presente con la variante 2 di Omicron, più aggressiva e contagiosa. Si tratta di un'ondata che attraversa vari strati di popolazione, in particolare la fascia giovanile dai 12 ai 19 anni (segnalati molti casi anche di età inferiore) i quali inevitabilmente, soprattutto di ritorno da scuola, "infettano" i propri familiari e via via il virus si diffonde. Sono dati oggettivi e inconfutabili che fotografano la situazione attuale nonostante ora cessa lo stato di emergenza pandemica.

Cure, terapia precoce e vaccinazione

Per quanto riguarda la cura da seguire, la migliore - a detta degli esperti e dei medici che sono in prima linea nei reparti Covid come quello di Lamezia - rimane la vaccinazione. Chi ha fatto le tre dosi è praticamente "sfiorato" dal virus, accusando nella stragrande maggioranza dei casi raffreddore, mal di gola e in alcuni casi, febbre. Insomma, più o meno come una normale influenza. Tuttavia, vi sono casi in cui si manifesta in forme più gravi. Lamezia, in questo momento è un sorta di "laboratorio". Qui, infatti, è in atto la cosiddetta terapia precoce, la gestione dei pazienti per i quali si può ridurre la durata dei sintomi del Covid e portare praticamente a zero il tasso di ospedalizzazione. È un trattamento per pazienti con altre patologie gravi. Pazienti "selezionati" e sopra i 65 anni per evitare di contrarre infezioni che potrebbero avere conseguenze letali. Una cura in verità molto costosa per il sistema sanitario, composta da un monoclonale e tre antivirali. Insomma, una somministrazione di farmaci che evita il ricovero per procedere in tal modo a curare il Covid con un trattamento domiciliare.

A. C.

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