il Lametino 191: Operazione Minerva

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Lamezia Terme, 9 settembre - Dopo quello interamente dedicato all’Operazione Medusa, anche questo numero (il 191) de “il Lametino”, da sabato 8 in edicola, è un’edizione speciale, interamente dedicata all’Operazione Minerva. Quest’ultima, una costola della “Medusa”, spiega come e perché è nato l’omicidio di Federico Gualtieri, appartenente alla cosca avversaria dei Giampà e cioè la cosca Cerra-Torcasio-Gualtieri. Attraverso le confessioni incrociate dei pentiti, le indagini di riscontro della squadra mobile distrettuale e dei CC di Lamezia, la DDA ha eseguito questa ordinanza che ha inchiodato con l’accusa di omicidio alcuni componenti della cosca Giampà.

In questo numero de “il Lametino” abbiamo pubblicato le analisi del magistrato, le confessioni di Torcasio, Cosentino, di Cappello Rosario, padre di Saverio, che a sua volta ha confessato di essere l’autore del delitto. Vi sono spiegate - e noi le abbiamo trascritte tutte - la decisione di uccidere Gualtieri Federico, la preparazione, il perché di un primo rinvio (l’assassinio è avvenuto circa due anni dopo la decisione), la dinamica dell’omicidio. E il movente, scaturito dopo un tentativo di pace tra le due cosche, voluto da un componente autorevole della cosca Giampà ma ostacolato da altri membri della Commissione e dallo stesso boss, Giampà Francesco “il prufissuri”.

Il magistrato, autore dell’ordinanza Minerva, fa poi un’analisi della situazione criminale di Lamezia e traccia un approfondito profilo di Giampà Francesco “il prufissuri”, dagli inizi della “carriera” ‘ndranghetistica sino alla costituzione di una sua cosca e infine - nonostante sia in carcere con la pena dell’ergastolo per gli omicidi del sovrintendente della Polizia, Salvatore Aversa e di sua moglie Lucia Precenzano, oltre che di Andricciola – di come sia riuscito in tutti questi anni a continuare a dirigere la cosca, decidendo ed ordinando, attraverso le comunicazioni che dal carcere inviava alla Commissione, il nucleo ristretto di suoi fedelissimi, che poi eseguiva o faceva eseguire gli ordini del boss detenuto.

A fare da introduzione a questo speciale sull’Operazione Minerva”, c’è nelle prime pagine della rivista una lunga intervista a Rodolfo Ruperti, capo della polizia distrettuale, e in prima fila nelle indagini riguardanti Lamezia. Ruperti spiega i motivi per cui c’è stata tutta questa serie di collaborazioni da parte dei componenti della cosca Giampà e sul fatto che, considerato che la mutata situazione dei commercianti e degli imprenditori vessati dalla cosca, si aspetta adesso una maggiore collaborazione da parte di questi ultimi. “Erano vittime e capivo la paura che avevano di parlare, ma ora non hanno più alibi, altrimenti da vittime diventano ai miei occhi fiancheggiatori”, questa una delle frasi più importanti dette da Ruperto.

Buona lettura a tutti.

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