© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Interrompere in una conversazione in modo brusco non è solo scortesia, ma è uno stile di conversazione dominante. Questo fastidio che si insinua sempre più spesso, potrebbe essere imparato in famiglia o nelle situazioni dove “parlare sopra” garantiva ascolto. Ma rientra anche nei bisogni psicologici. Per esempio, può essere decretato dall’ansia di dimenticare quello che si pensa, o dal desiderio di guidare la conversazione. E’ comunque fastidioso e accade troppo spesso.
Anche perché in molti incontrano un problema a rimanere nell’ascolto pieno, senza preparare la risposta mentre l’altro parla. E possiamo aggiungere che esiste anche un idea silenziosa della serie che “se non intervengo subito non conterò” o che “le mie idee valgono di più”. In effetti sono motivazioni diverse ma , con lo stesso esito: tagliare il turno dell’altro. E succede che chi interrompe spesso rischia di essere giudicato troppo centrato su sé stesso e l’impatto risulta fastidioso. Le ricerche sulla comunicazione spiegano il fenomeno che chi subisce sempre interruzioni si trova a autointerrompersi. Nel senso che anticipa il taglio di parola e si zittisce prima. Potrebbe esserci narcisismo in questa modalità, ma anche ansia, e abitudini familiari. E, per non farsi mancare nulla, queste soste forzate avvengono anche per telefono. Poi non vi lamentate se le persone preferiscono scrivere anzichè telefonare per evitare i pit stop telefonici.
