
Lamezia Terme - Ai microfoni della conferenza indetta dai collaboratori di Calabria Etica è l’avvocato Rosella Zofrea a farsi portavoce unico: a sua volta impegnata in un progetto gestito dalla Fondazione come consulente legale, parla per chiarire la propria posizione e quella dei colleghi in merito alla vicenda di Calabria Etica e agli articoli recentemente comparsi sulla stampa in cui vengono resi noti i nomi dei collaboratori attraverso appositi link al sito della Fondazione.
“Negli articoli comparsi sono presenti delle inesattezze – afferma – rispetto all’uso fuorviante della parola ‘assunzioni’, poiché un’assunzione prevede che ci sia un contratto a tempo determinato o indeterminato, mentre quelli di Calabria Etica sono collaboratori a progetto, e si tratta di progetti in itinere: è infatti falso che ci siano, al momento, 700 persone impiegate in questi progetti; la cifra si riferisce forse al numero delle persone che vi sono state coinvolte da quando Pasqualino Ruberto si è insediato come dirigente della Fondazione, attualmente commissariata. Inoltre nelle liste pubblicate sono stati compresi esclusivamente i collaboratori lametini, con evidente intento politico, cioè insinuando una relazione con le attese elettorali di Ruberto.” Le cose, secondo la Zofrea, sono diverse.

“Beninteso – afferma - nonostante noi continuiamo regolarmente a svolgere il nostro lavoro, i progetti sono bloccati e non riceviamo alcun compenso dal mese di Gennaio. Nel frattempo arrivano telefonate alla nostra sede da parte di persone che avrebbero dovuto beneficiarne e che aspettano solo che la politica e la magistratura facciano il loro corso. Nel frattempo tutti ci trattano come ladri di galline. Ma rispetto a Ruberto è necessario dire che in questo paese vige il concetto della presunzione di non colpevolezza e si è innocenti fino a prova contraria. Ci tengo a precisare che i collaboratori della Fondazione sono stati scelti attraverso regolare selezione, che hanno sostenuto più di un colloquio e sono stati collocati in apposite short lists. Inoltre, rispetto ai miei colleghi avvocati, tutti hanno un curriculum che prevede dai cinque ai dieci anni di esperienza e di iscrizione all’Ordine. Il fatto che non ci siano state selezioni o concorsi pubblici è normale: non conosco nessun ente di questo tipo che scelga così i collaboratori”. La Zofrea si appella inoltre più volte alla stampa: “ Non bisogna ledere la dignità delle persone – dice apertamente – né travisare le notizie o infangare il nome di una persona perché deve essere eliminata politicamente. Può sembrare strano e alimentare sospetti che un politico si impegni, e con successo, in ambito sociale, ma Ruberto è riuscito in questo”.
Contestata sulla reale competenza di tutti i collaboratori (rispetto alla vicenda che ha coinvolto la collaborazione della Vitalone, compagna di Ruberto) ha risposto: “Ruberto ha i suoi avvocati per difendersi ed è la magistratura che deve indagare su ciò che succede ai piani alti, ma io non posso dire che sia successo qualcosa che va contro la legge. Rispetto ai lavoratori, quelli come me, siamo stati più volte tranquillizzati sul fatto che i progetti andranno avanti anche se negli ultimi mesi non abbiamo più avuto alcun contatto diretto con Ruberto”.
Giulia De Sensi

© RIPRODUZIONE RISERVATA