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Lamezia Terme - Riconciliare, rinnovare, ricostruire: tre le parole chiave della campagna elettorale di Claudio Cavaliere, candidato a sindaco per il Pd alle primarie del centro sinistra, nel passato assessore e vice sindaco della giunta Lo Moro. Presente all’incontro pubblico di stasera a Palazzo Nicotera, la Senatrice ne appoggia la candidatura, insieme al sindaco di Decollatura Anna Maria Cardamone e all’ex ministro Maria Carmela Lanzetta, con lui al tavolo dei lavori introdotti da Maria Antonietta De Fazio, coordinatrice della sede Pd “Primerano”.

“Il mio intento - dice Cavaliere – sarà di riconciliare Lamezia con la politica: alle ultime elezioni regionali in questa città ha votato poco più del 43% degli aventi diritto. Invece dobbiamo fare della politica un’assemblea, appassionandoci all’impegno civile, politico, istituzionale, anche se il meglio che ci siamo potuti aspettare finora è stato di evitare il peggio. Per quanto riguarda il rinnovare, dobbiamo ammettere che anche le istituzioni invecchiano: è necessaria una ristrutturazione a livello degli enti locali : oggi chi amministra il Comune è un prima di tutto un  gestore di opportunità. E’ inoltre necessario accorciare le distanze fra i cittadini e gli enti locali e abbandonare la sterile contrapposizione fra pubblico e privato. Infine il ricostruire:  noi non possiamo non affrontare il tema del giudizio su ciò che è accaduto in questi 10 anni di amministrazione. Il nostro bilancio è dissestato e l’autonomia finanziaria è fondamentale per un comune  e intrinseca al tema della legalità. Ricostruire oggi significa prima di tutto mettere al centro le politiche sociali, parlare di lavoro, benessere, equità. Perché a fallire non sono solo le imprese, le società, i singoli ma l’intero territorio, un territorio compromesso anche dall’approvazione dell’ultimo Psc”.

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Quindi, l’intervento della Cardamone che ha elogiato la competenza, semplicità e onestà intellettuale del Candidato, augurandosi che Lamezia possa in futuro rivestire quel ruolo centrale, non ancora raggiunto a livello economico e sociale, cosa che ne penalizza fortemente il comprensorio. A proposito del bilancio dice : “ Se il debito c’è, chi l’ha accumulato deve assumersi la responsabilità”. Netta e concisa anche sul tema della primarie: “  Non ha importanza che ci siano 9 candidati, non si può per questo prorogare la data. Purtroppo non ci sono candidati donne, è questo che non va bene.” La Lanzetta chiarisce subito le motivazioni della sua presenza: “ Ho conosciuto Cavaliere quando ero sindaco di Monasterace e stavo per lasciare l’incarico. In quel momento così difficile ho avuto l’appoggio e il sostegno prezioso di Cavaliere e della Lo Moro. Non lo dimentico. Credo nelle primarie. Quando sono ben condotte sono uno strumento di democrazia. Lamezia – continua l’ex Ministro – è il primo esempio eccellente di fusione dei comuni ed è un esempio felice che possiamo portare avanti a livello nazionale. Abbiamo esempi in Calabria di ottima amministrazione di Comuni medi e piccoli, speriamo che Lamezia possa assurgere a questi livelli.”

Infine, il lungo e articolato intervento di Doris Lo Moro, che scherzando rispetto al suo ex assessore afferma: “ Non avevo previsto quest’inversione di ruoli”, ma subito rettifica: “In realtà quello di Cavaliere è un lungo percorso che parte dal ‘93 : la sua candidatura non è una sorpresa per me né per nessuno.” Poi discutendo della fase politica attuale dice: “ Siamo in un momento delicato sia per la città che per il partito democratico. E per risolverlo non servono solo i politici ma anche la società civile attorno. Occorre fare scelte politiche con coerenza e credibilità, e una linea politica di discontinuità con la passata amministrazione : il Pd può vincere se ammette che bisogna cambiare verso. E’ vero che siamo troppi alle primarie e che le primarie sono un rischio, ma costituiscono orami una scelta ineludibile. La città ha bisogno di nuove energie, di partecipazione. Come si è potuto approvare un Psc a pochi mesi dal voto? Per non parlare dei loschi figuri  che passano dalla destra al centro alla sinistra con disinvoltura senza volere altro che raggiungere una posizione di potere. Siamo rimasti per troppo tempo impassibili ad un clientelismo spicciolo che è stato fatto per anni. ” Poi, parlando del suo rapporto con Cavaliere chiarisce: “ Io non sarò costantemente accanto a Claudio: vogliamo un sindaco autonomo che si assuma da solo la responsabilità di rappresentare la comunità.”

Giulia De Sensi

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