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Lamezia Terme - “Trascorsi più di due giorni dalla scelta del segretario regionale Ernesto Magorno di commissariare il Pd di Lamezia Terme, prevale quello che da troppo tempo caratterizza il Partito Democratico nella provincia di Catanzaro: il silenzio!”. Scrive così Domenico Giampà, segretario Provinciale Giovani Democratici Catanzaro, in una nota in merito al commissariamento del Pd a Lamezia.

“Non una parola, non un gesto da parte del segretario provinciale, eccezion fatta per i comunicati inerenti alla propria attività da Presidente della Provincia di Catanzaro. Da ciò ne discende che il tema non può che essere lo stesso: il partito provinciale non può essere tenuto ostaggio da chi governa la provincia, le difficoltà, le contraddizioni ed i limiti, da parte di chi oggi ha la responsabilità della direzione politica sono palesi davanti agli occhi di tutti noi.

“La città di Lamezia Terme doveva e deve essere - continua - l’obiettivo più importante dopo la vittoria alle regionali per il Pd e per il centrosinistra. Ciò non solo per una questione di opportunità politica, visto il degrado e la crisi in cui riversa il centrodestra, ma soprattutto per l’occasione unica che si presenta alla città, di essere al massimo utilizzata come volano di sviluppo dal Governo della Regione, considerata la  posizione strategica e le potenzialità ed i servizi che può offrire alla Calabria intera. Più volte, soprattutto nelle sedi di discussione proprie, ho manifestato preoccupazione sulle note difficoltà che riguardavano il Pd lametino, ma mi è stato risposto dal segretario provinciale o da chi per lui, di avere una visione diametralmente opposta e strumentale alla realtà, e che invece la situazione era normale e sotto controllo. La realtà ha invece dimostrato l’esatto contrario. Commissariare il partito di una città importante come Lamezia in una fase così delicata è un fatto gravissimo, che fa sciogliere come neve al sole la finta situazione di normalità che invece ci veniva descritta dalla segreteria provinciale.

“Mi auguro - conclude - che nessuno si nascondi o nasconda le proprie responsabilità dietro il commissariamento e che il silenzio non sia dovuto a questo. Non lo merita l’On. Pino Soriero al quale faccio un sincero in bocca al lupo, ma soprattutto non lo meritano gli amici del Pd di Lamezia Terme, impegnati da tempo nella costruzione delle primarie e che vengono colpiti da questa scelta del commissariamento come un fulmine a ciel sereno. Penso che alla luce di quest’ultimo episodio non si può più attendere in silenzio, ma occorre prendere iniziative non più procrastinabili volte riportare il partito della nostra provincia nella normalità”.

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