
Dunque, alla fine dopo tanto e lungo penare lo spoglio ufficiale ha certificato quello che si intuiva e si sapeva da un mesetto circa: sarà il turno di ballottaggio tra 12 giorni a decretare chi sarà il nuovo sindaco della città. I candidati ufficiali dei due schieramenti più forti (il M5S stenta ancora in Calabria a radicarsi così come sta avvenendo nel resto del paese) dovranno continuare a lavorare di fino e di grosso per convincere gli elettori a recarsi alle urne il 14 giugno ma soprattutto dovranno tentare – è il caso di Sonni – di lavorare sul fronte avversario per sradicare il consenso dell’avversario Mascaro.
Sarà un ballottaggio, per come lo si voglia vedere, degli equivoci. Mascaro dovrà infatti non scontentare gli elettori di Ruberto e Gianturco per non perdere qualche possibilità di appeal sul fronte del centrodestra, mentre Sonni dovrà per forza di cose accentuare il suo frontline del rinnovamento rispetto al decennio Speranza se vuole che da Ruberto e Gianturco possa arrivargli qualche consenso anti Mascaro. Deve stare attento a non perdere troppo sul fronte amico ma la partita alla fine è quella, e non è detto che ciò non si sia già palesato nel primo turno di maggio con qualche voto disgiunto (un voto al candidato sindaco e un voto totalmente diverso al consigliere), precursore dei possibili accordi in vista del ballottaggio.
Un dato appare certo: chi riuscirà a portare ai seggi più gente alla fine vincerà; chi parlerà di più alla città un linguaggio di chiarezza e di sicurezza assieme alla fine sarà il nuovo Sindaco. Una sola cosa vorremmo evitare: che quella commedia degli equivoci che andrà in scena in questi giorni che ci separano dal 14 di giugno non venga fatta troppo spudorata, che la politica mantenga cioè un linguaggio ed un clima di coerenza e di decenza e che il male del trasformismo possa incidere il meno possibile sull’esito del voto. Alla fine, infatti, i rischi maggiori li corrono i cittadini, che possono avere una guida amministrativa chiara e netta oppure un pastrocchio inestricabile foriero di tempi bui e magri per la vita e lo sviluppo di un’intera comunità.
(fv)
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