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Lamezia Terme - “Potrebbe essere una favola, Biancaneve e i sette nani, la storia delle Primarie del centrosinistra a Lamezia Terme.... Non è cosi purtroppo! Non ho memoria di Primarie così affollate di candidati nel bel mezzo dell’ennesima crisi istituzionale; nessuno potrà dire che questo è il ‘pluralismo’ e men che meno che ci sia dietro un reale processo politico di costruzione di un credibile governo per il Comune di Lamezia Terme. Il PD di Lamezia - tenuto colpevolmente da anni dentro una incredibile e grave condizione di minorità politica - non sta fornendo (e non mi meraviglio di questo) una grande prova ed anche quelli del ‘va tutto bene’ si sono sciolti come neve al sole a dimostrazione che l'inadeguatezza politica e la propensione al mero ed esclusivo opportunismo dimostra per intero il valore e lo spessore di presunti ‘gruppi dirigenti’ che si reggono sul nulla e sul ‘tornacontismo’. Uno spettacolo francamente disarmante e mortificante nel momento in cui siamo chiamati ad importanti compiti di governo a tutti i livelli...sarebbe beffardo che Lamezia Terme - di centrosinistra quando dilagavano le destre - domani si possa ritrovare di destra mentre ovunque governa il centrosinistra...Chi si assumerà la responsabilità se ciò dovesse accadere?’’.

Parole e musica non di un avversario politico dei Democratici ma di Pasqualino Mancuso, autorevolissimo dirigente del Pd calabrese (assai vicino peraltro al presidente della Regione Oliverio), consegnate ai social network ben prima che da Catanzaro ufficializzassero sabato pomeriggio il commissariamento dei democratici lametini con Pino Soriero. Una conclusione per certi versi logica e scontata dopo quanto accaduto negli ultimi giorni e negli ultimi mesi con uno spettacolo indecoroso.

Ci sarebbe poco da aggiungere alle sensatissime parole di Mancuso: un partito che in tutti questi anni di gestione Speranza non ha saputo scegliere una linea politica, stretto tra chi combatteva più o meno apertamente il Sindaco e chi invece lo sosteneva in Giunta. Poteva reggere una siffatta situazione? E ancora: quel partito del ‘tornacontismo’ alla fine si e’ trovato con 9 candidati alle primarie, una cifra che sta facendo sbellicare dalle risate tutta l’Italia, simbolo di quelle non scelte ma anche di presunti gruppi dirigenti autoreferenziali, che alla fine dirigono però solo loro stessi.

A Soriero tocca ora il peso non facile di cercare di aggiustare la baracca, a partire dallo scempio primarie, fino alla vera scadenza elettorale di maggio quando il centrodestra inopinatamente rischierà di vincere una partita nella terza città della Calabria che avrà ripercussioni certe in ambito regionale, sia nel Pd che in tutto il centrosinistra. Mascaro già inizia a fregarsi le mani… (fv).

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