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Lamezia Terme - Le polemiche, rispetto all’intervento di D’Ippolito, si concentrano soprattutto sulle spese elettorali smodate degli altri candidati che secondo un calcolo effettuato sui preventivi ammonterebbero in totale a circa un milione di euro, a fronte delle sole 2500 euro spese per la lista unica del Movimento 5 stelle. “ E’ uno scandalo – dice il candidato -  perché quei soldi avrebbero potuto essere spesi sul territorio.” Ancora, si parla di familismi, favoritismi, infiltrazioni capillari nel tessuto sociale della città di chi vuole il consenso a tutti i costi.  E poi il sospetto della presenza di “candidati ombra” : nascosti dietro le facce pulite sui manifesti ci sarebbero ancora Galati, Talarico, Scopelliti. Viene citato, senza riferire il nome, il caso di un assessore della giunta Speranza che in questa campagna elettorale “promette le sette meraviglie del mondo, eppure non ha realizzato nulla di ciò che dice nel suo mandato precedente”. Ma soprattutto emerge il timore che il futuro consiglio venga nuovamente sciolto per infiltrazioni mafiose, a causa dei fatti recenti relativi all’operazione Columbus, e vengono riportate, a testimonianza dello sfacelo perenne della politica partitica, le dichiarazioni di un pentito della cosca Giampà che avrebbe ricevuto "30 milioni di lire" da un politico  in campagna elettorale: lo stesso che "userebbe ora come controfigura un candidato per tornare al governo della città".

Infine, spunti programmatici: la proposta di introdurre un assegno di cittadinanza, o assegno civico, il taglio delle indennità di sindaco e assessore, la creazione nell’area industriale di un parco ecologico per il compostaggio, il riciclo e il trattamento dei rifiuti, l’ampliamento della multiservizi per la raccolta porta a porta spinta: iniziative che porterebbero alla creazione di nuovi posti di lavoro. Vengono infine segnalati da alcuni dei candidati, recatisi ad affiggere personalmente i manifesti elettorali in spazi regolarmente dedicati, fenomeni di minaccia da parte di altri abusivi appartenenti a schieramenti diversi che avrebbero rivendicato un inesistente diritto di precedenza.

G.D.S.

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