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Lamezia Terme – “In un periodo in cui il mondo del lavoro é stato messo sotto duro attacco dal governo Renzi, a Lamezia non possiamo permetterci il lusso di fare facili quanto inopportune ironie o proclami da campagna elettorale, né sulla sorte dei 10 lavoratori prima assunti, poi revocati dal comune, né sui 250 lavoratori di Calabria Etica, cui sono stati bloccati i progetti”. Questa la dichiarazione del candidato a sindaco del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe D’Ippolito.

“I lavoratori sono sempre le vittime e mai i carnefici. Vittime di programmi di sfruttamento elettorale della loro condizione di disoccupazione e di progetti di sottomissione e ricatto in cui il povero lavoratore viene privato della propria libertà di scelta. Chi é da perseguire e condannare é semmai il carnefice: in un caso il Comune, colpevole di non aver chiesto un parere preventivo al ministero; nell'altro caso, Pasqualino Ruberto, che di fatto ha coinvolto nella propaganda elettorale gli assunti a Calabria Etica, utilizzandoli come scudi umani dietro i quali ripararsi dalle giuste accuse di clientelismo. Chi ha commesso delle irregolarità al Comune paghi, innanzitutto i danni subiti dai lavoratori (c'è chi si è licenziato da precedenti incarichi); chi ha sbagliato qualcosa nei progetti regionali, paghi, innanzitutto gli stipendi di chi ha regolarmente lavorato”.

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