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Lamezia Terme - E’ stata una campagna elettorale dove i candidati si sono ‘forse’, fatti un poco di propaganda. Si sono ascoltati gli stessi discorsi di diversi anni fa, dello scorso anno, in parte, e si è visto il mondo della politica locale. Questo si! Nel corso della seduta che ha visto un pubblico, attento, per quanto riguarda coloro che potrebbero perdere il posto di lavoro e agguerrito, per quanto riguarda la classe politica, si sono affrontati diversi problemi da risolvere, dalla chiusura del reparto di pediatria a tutto quello che si poteva, si potrebbe e si dovrà fare, quando e se questo avverrà. Molti riferimenti da parte delle associazioni e dei consiglieri alla mancata presenza del Governatore della Regione, molte le arrabbiature negli interventi dei consiglieri sulla mancata rappresentanza dei signori onorevoli in questa seduta, che ha visto, forse, alcuni, strumentalizzare un incontro che decreterà i provvedimenti su un reparto. Non solo, che vede protagoniste le mamme e i bambini e loro non possono intervenire. Anzi, non possono essere curati ma pregnanti e sostanziosi sono stati i rappresentanti regionali dei movimenti del centro destra e delle associazioni che tutelano coloro che necessitano di cure. Poi, ogni dieci minuti una sequela di saluti, abbracci e scambi di complimenti tra i candidati che si sfidano anche per l'apertura delle nuove sedi.

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Per il resto della durata, stessi termini che si incrociano negli interventi per parlare di ritardo della situazione che riguarda la sanità, commissariamenti dei partiti, eliminazione di ogni forma di spreco e massima unità dei partiti che a dirla tutta, ci si poteva pensare un attimino prima. Una seduta che ha visto, forse troppi discorsi, deeja vù in versione verbale. Un documento con due astenuti e una passerella con molte fotocopie Obama. E un indice puntato verso quello che sarà domani l'avversario politico nella sfida per raggiungere la poltrona di primo cittadino. Sembrava a tratti,  la sceneggiatura di molti film ma sempre con le solite battute e gli stessi attori. La stampa al centro dello stanzone  agguerrita a prendere appunti nelle prime ore e dopo nella fase finale, anche un po’ annoiata e che si svegliava solo quando iniziava l’accenno di un litigio tra signori della politica, poi tornava come prima.

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"Battaglia per Lamezia" è stato il Leit motiv che aleggiava sulla bocca dei relatori per tutta la mattinata. E si è sentito sempre, per fortuna, la disapprovazione di una bimba di qualche mese d'età in braccio alla mamma che sembrava dire: " Mi state togliendo a me a ai miei amici il reparto che ci dovrà curare". Ma gli interventi continuavano ed  erano dei più svariati, da " scippo dell'Università" a " non è rimasto niente" a " mobilitazione della popolazione" a " questa città sente solo la competizione elettorale”. Si è persino detto di "togliere i politici dalla sanità". E la sala si è svuotata. Ognuno di coloro che tenterà di indossare la fascia tricolore ha pensato bene di portare il seguito e i battitori di mani. E la stampa se n'è accorta. Alle 12, 48 si sono scaldati leggermente gli animi, forse anche perché si iniziava a sentire i morsi della fame ma  si sono calmati immediatamente per evitare, forse, di perdere elettori. In questo momento, si è sentito dire che chi indossa l'abito della politica, indossa un abito molto scomodo. E qui mi fermerei, in attesa di ricevere buone notizie sulla chiusura di questo reparto, che, si spera, non avvenga mai…

Maria Arcieri

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