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Lamezia Terme - “Mi auguro che le dichiarazioni di Paolo Mascaro di ieri siano frutto di una ricostruzione giornalistica non proprio aderente alla realtà. Se così non fosse, sarebbe inaccettabile che nel giorno in cui 700 persone hanno trovato la morte nell'ennesima tragedia consumata nel Mar Mediterraneo, si affermino frasi del tipo “non si possono portare i clandestini nei centri storici solo per accaparrarsi fondi europei” e “non posso concedere Lamezia a chi vuole decapitare il mondo cattolico”. Se il candidato Paolo Mascaro ha pronunciato davvero queste parole, siamo all’anno zero della civiltà politica. Significa che in campagna elettorale è permesso tutto, che è possibile scadere in toni bassi e volgari fino a fare leva su discorsi di tipo razzista per parlare alla pancia dell’elettorato, utilizzando in maniera pretestuosa e strumentale drammi reali come le persecuzioni dei Cristiani in varie parti del mondo. Non posso che essere indignato e preoccupato per la deriva populista di una campagna elettorale che, senza offrire contenuti e programmi per la città, si limita solo ad alimentare le paure delle persone e a generare un pericolosissimo clima di scontro tra civiltà. Se Paolo Mascaro avesse fatto un giro nei centri storici prima di questa campagna elettorale, avrebbe toccato con mano che le cose non stanno come lui racconta alla gente: avrebbe visto l’attività di riqualificazione e valorizzazione realizzata in questi anni e interi quartieri che, anche grazie alla presenza di persone immigrate, hanno ripreso a vivere, ricostruendo un tessuto sociale e creando una nuova vitalità per la comunità.

Proprio in questo momento, ma probabilmente Mascaro non ne ha consapevolezza, nel centro storico di Nicastro sono appena partiti due lavori, il parco della Piedichiusa e il contratto di quartiere di via Garibaldi, che segneranno profondamente in meglio il centro storico. E’ paradossale poi che proprio in un luogo come il Parco Impastato, Paolo Mascaro pretenda di dare lezioni su “contesti aggregativi, centri pulsanti di socialità e condivisione”. Il Parco Impastato è un simbolo eloquente di un processo di rigenerazione urbana e sociale che in questi anni ha cambiato il volto di un intero quartiere e offerto una nuova prospettiva a tutta la comunità. In una zona periferica e fino a qualche anno fa segnata dal degrado, oggi ogni giorno tante persone, anche da altre parti della città, si ritrovano per fare sport, attività culturali e ricreative, per vivere momenti di aggregazione e socializzazione. Certo tanto per i centri storici, quanto per i parchi urbani si può e si deve fare meglio ma da qui a distorcere la realtà ce ne passa. Mi auguro che questa ultima fase della campagna elettorale abbia toni più dignitosi, che si parli il linguaggio della realtà e non si tenti di colmare il vuoto di contenuti con frasi ad effetto che, in casi come quello di ieri, possono veicolare messaggi pericolosi. Paolo Mascaro sa bene che, non sui fuochi di artificio da campagna elettorale, ma sulla sua idea di città, sulle sue proposte e sui programmi e sulle persone che lo circondano che i cittadini lametini lo giudicheranno il prossimo 31 maggio.

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