
Lamezia Terme - "La nostra è una lista che mette insieme tutte le competenti moderate del centrodestra per semplificare il lavoro degli elettori. Non si ferma solo al momento elettorale ma ci auguriamo di mettere insieme una vasta area rimasta fuori". Così, Gaetano Quagliariello, coordinatore di "Italia al centro" nel presentare, in un hotel della periferia est di Lamezia, i candidati calabresi alle prossime elezioni politiche del 25 settembre. Si tratta di un'aggregazione di quattro partiti sotto l'insegna di "Noi moderati", ovvero Italia al centro di Toti, Noi con l'Italia di Lupi,
Coraggio Italia e Democrazia cristiana. Con Quagliariello, volti noti, come il senatore Francesco Bevilacqua e meno noti. I candidati alla Camera, Antonino Foti, Serena Anghelone, Ennio Falvo, Giovanna Buccafusca. Al Senato, Francesco Bevilacqua come già detto, Adelina Nesci, Oreste Gualtieri e Caterina Garzaniti.
"Qua in Calabria - ha aggiunto Quagliariello - la nostra è una lista importante che ha un seguito e un radicamento. Ed è possibile aggregare ancora e diventare un punto di riferimento in questa regione. Abbiamo l’ambizione di crescere e contare. Io ho dato l'esempio e non mi sono candidato per dare il mio contributo al radicamento della nostra aggregazione. Il centrodestra, come sembra, vincerà le elezioni e noi saremo i garanti della crescita e i guardiani della spesa. Troppe forze dicono di abolire la miseria, ma per fare questo non dicono dove prendono i soldi".
Sui temi nazionali, Quagliariello ha detto che "l'interesse del Paese era che la campagna elettorale si facesse qualche mese più tardi. Siamo stati costretti a questa scelta innanzitutto dalla decisione del movimento Cinquestelle di mettere in crisi il Governo sul rigassificatore di Roma. E questo è un motivo in più che ci induce ad avere una nostra particolarità all'interno di questa campagna elettorale. Noi, in un momento come questo in cui si scontano tanti errori fatti dalla politica in passato, vorremmo essere i garanti della crescita e i guardiani della spesa pubblica. Siamo qui innanzitutto perché la nostra coalizione faccia le cose serie. Si candidi a governare l'Italia senza promesse irrealizzabili".
Sull'aggregazione "Noi moderati", Quagliariello ha detto che si tratta di "quattro componenti moderate del centrodestra che si sono messe insieme per fare massa critica, per cercare di semplificare in qualche nodo l'offerta politica anche ai cittadini. E questa scelta è ancora più importante perché queste sono quattro anime liberali e popolari che fanno riferimento a quel mondo moderato che serve nel centrodestra. Non si tratta di una corazzata. Qua in Calabria già la situazione è diversa e siamo molto più forti. Ma in altre regioni oggettivamente ci troviamo in una situazione meno brillante di altre componenti del centrodestra. Mica bisogna nasconderlo. Il problema è che si può essere una minoranza creativa o una minoranza lucrativa. La minoranza lucrativa - ha chiosato Quagliariello - è quella che cerca di lucrare sul suo essere minoranza, magari per un posto in Parlamento. La minoranza creativa è quella che tiene la schiena dritta e dice: anche da una posizione di minoranza io mi farò sentire e sarò garante di determinate cose".
A. C.
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