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Lamezia Terme - E’ iniziato oggi con un incontro presso la fontana della Piedichiusa il tour elettorale del candidato a sindaco Pasqualino Ruberto. Il primo discorso della sua campagna, rivolto ai cittadini di  S. Teodoro e S. Lucia, è stato introdotto dalle brevi presentazioni di due candidati consiglieri della sua lista,  Vittoria Barbera e Danilo Greco, entrambi originari del posto, e dal portavoce del movimento Labor Pasqualino Scaramuzzino, incentrati sul ruolo delle periferie attive e sulla riqualificazione dei quartieri che rischiano di essere trascurati e abbandonati.

“La bellezza dei nostri borghi – dice in particolare Greco -  dovrebbe essere un punto di forza, invece diventa periferia e degrado. Non si può governare per 20 anni in questo modo e poi parlare di cambiamento”. Incentrato sugli stessi concetti il discorso di Ruberto. “Abbiamo scelto di iniziare da questo luogo non a caso – dichiara - perché è allo stesso tempo l’emblema del fallimento della politica in questa città e l’emblema della sua bellezza. Come il Castello, o anche l’Abbazia: sembra impossibile che possano essere usati solo per rassegne estive e poi abbandonati a se stessi. Siamo una delle poche città italiane a non avere un vero itinerario culturale. L’amministrazione Speranza, tenuta lì da Galati e Talarico, ha con loro la responsabilità di questo sfacelo: stiamo parlando di una città di 70.000 abitanti, che deve essere affidata a chi conosce veramente la macchina amministrativa, e noi in questo non abbiamo rivali.  Il primo punto del nostro programma è di aiutare chi è ultimo, ridare dignità alla gente comune. Siamo per l’inclusione e la vivibilità per tutti, compatibilmente con un processo guidato – e non lasciato a sé stesso – di residenzialità degli immigrati, onde evitare conflitto sociale”.

Ancora afferma: “Chi usa e strumentalizza i mass media per infangare, prima o poi si fa del male. Noi vogliamo portare i fondi comunitari nei centri storici, per valorizzarli e creare un’albergazione diffusa:  una sistema di cooperative, una rete di bed & breakfast, un percorso – il “sinus Lametinus” di cui parlava Natale Proto – che leghi i nostri monumenti. Ci sono realtà europee che con questi fondi hanno stravolto la propria immagine, anche senza avere le risorse culturali e naturalistiche che abbiamo noi. Saremo in grado di attrarre finanziamenti e capitali per trasformare Lamezia.” Parlando del suo gruppo politico dice: “ Noi siamo liberi da legami. Non abbiamo nessuna cambiale da pagare ai politici o a chi ci finanzia perché ci finanziamo da soli”. Poi una frecciata finale:  “Il centro sinistra non trova un candidato unico perché ha sulle spalle più di dieci anni di sfacelo”.

Giulia De Sensi

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