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Lamezia Terme - Il ciclo di video-interviste per le Amministrative del 31 maggio si conclude con la presenza dei cinque candidati alla carica di primo cittadino, (il sesto, Nicola Mazzocca, era assente per impegni, ndr). Gli intervistati hanno risposto e discusso per un’ora sulle domande di Filippo Veltri, Virna Ciriaco e Maria Arcieri. Domande che hanno spaziato dal motivo della loro scelta di candidarsi ai loro obiettivi una volta raggiunto il traguardo che vedrà indossare la fascia tricolore.

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Giuseppe D’Ippolito: “Candidarsi è stata una scelta dovuta per dare continuità a un’attività che il Movimento Cinque Stelle aveva iniziato sul territorio già oltre tre anni fa e con grande attenzione per i cittadini: dai rifiuti zero alle energie sostenibili. E poi per dare seguito a  tutto questo, con il consenso dei cittadini, abbiamo deciso di presentarci. E poi perché, dopo dieci anni di amministrazione che ci lasciamo alle spalle, non abbiamo visto prodotti risultati granché positivi per la città di Lamezia Terme anzi, noi siamo stati critici su tutta la gestione della giunta Speranza e, quindi, ci proponiamo come alternativa al sistema che abbiamo alle spalle”.

Mimmo Gianturco: “Da anni abbiamo ascoltato quelle che sono le esigenze degli ultimi, degli emarginati di questa città e abbiamo deciso di dare il nostro contributo per lo sviluppo della vita politica di Lamezia. Inizialmente, volevamo dare il nostro contributo in secondo piano ma vedendo quali erano i politici che si erano candidati, e quelli che avevano dato il loro appoggio, abbiamo deciso di non fidarci di nessuno di iniziare da soli a dare un vero cambiamento a questa città”.

Paolo Mascaro: “Essendo io soggetto novizio della politica, non avendo mai avuto a che fare con questo mondo, ho ritenuto che fosse il momento che la società civile potesse affiancarsi anche a qual mondo politico partitico al quale io ho aperto le braccia per mutare quello che era l’ andamento del amministrazione della cosa pubblica”.

Pasqualino Ruberto: “La città viene fuori da dieci anni di fallimento amministrativo che è sotto gli occhi di tutti guidato in maniera magistrale dal centrosinistra con l’ausilio dei due partiti storici del centrodestra della città.  E di fronte a questa cosa bisognava creare qualcosa di alternativo, e noi abbiamo un grosso progetto amministrativo che avrà le sue basi fondanti su un duplice percorso: uno ordinario, basato sul velocizzare la macchina amministrativa e poi tutta una serie di progetti per portare investimenti che non possono che arrivare dai fondi comunitari”.

Tommaso Sonni: “Era un centro-sinistra che era arrivato alla frutta, litigioso ma ci siamo rimessi in gioco rispettosamente e abbiamo atteso le elucubrazioni di tutti, sia del Pd che di Sel e abbiamo maturato un processo nuovo. Abbiamo vinto le primarie del centrosinistra e ci siamo presentati con un progetto di cambiamento con una strategia per la città cambiando le prospettive”. 

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