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Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo una nota del coordinamento delle liste civiche “Lamezia Unita” e  “Paolo Mascaro Sindaco” in merito ai risultati delle elezioni di domenica scorsa.

“Mentre leggiamo le valutazioni più disparate, comprese quelle comiche di SEL, nessuno commentatore sembra  essersi accorto della vera novità nei risultati delle elezioni di domenica scorsa nella nostra città: a Lamezia Terme la prima forza politica non è più uno dei partiti tradizionali, sono le liste civiche che  fanno espresso riferimento al candidato sindaco Paolo Mascaro. Le due liste, “Lamezia Unita - Mascaro Sindaco” e  “Paolo Mascaro Sindaco”, riuscito mix di entusiastica passione  e di saggezza, hanno infatti ottenuto  3.133 voti la prima e 2 . 817 la seconda, per un totale di  5.950 (pari al 15,5% circa).  Il risultato sancisce la validità del progetto originario di movimentismo che si è  realizzato nelle liste civiche che hanno proposto Paolo Mascaro candidato sindaco e che ha poi coinvolto quasi tutti i partiti del centrodestra,  e anche alcuni che in Parlamento e nel Consiglio Regionale della Calabria sono alleati del centrosinistra. Se al brillante risultato delle due liste promosse direttamente dal gruppo che ha lanciato la candidatura di  Paolo Mascaro  si aggiungono poi i consensi degli altri movimenti locali, quali MTL e  Lamezia e Libertà, il successo diventa addirittura eclatante e dimostra che il raggruppamento civico è la componente numericamente e culturalmente trainante dell’intera coalizione. Le due liste civiche a sostegno di Sonni hanno conseguito solo  4.115  voti,  1.835 in meno  delle due di Mascaro,  che  addirittura superano di  639 voti anche l’insieme  delle ben  cinque liste  messe in campo da  Pasqualino Ruberto, che arrivano a 5.311. Fermo restando che saranno gli elettori a decidere nel ballottaggio a chi affidare il governo della città, è evidente a tutti, meno a Sel, che il  risultato del primo turno è comunque disastroso per la cosiddetta “sinistra”. Una coalizione che ha  amministrato la città per dieci anni e  ottiene solo il 25%  dei voti è evidentemente percepita  come fallimentare anche dai suoi stessi elettori;  non dimentichiamo  infatti che nel  2005  Gianni Speranza al primo turno aveva ottenuto  ben 19.298 voti, contro i 17.361  di Giovanni Luzzo, e che nelle elezioni successive, quelle di cinque anni fa, lo stesso Speranza, che pure evidenziava già un calo di consensi, aveva comunque ottenuto   18.752 voti, contro i 14.390 di Ida D’Ippolito. I poco più di 10.000 voti messi insieme da Tommaso Sonni  sono dunque la certificazione della totale incapacità di una “sinistra”  che, con gli stessi uomini e con gli stessi metodi, vorrebbe continuare a far danni alla Città. D’altra parte la condanna per l’amministrazione uscente la ha pronunciata  perfino un suo consigliere regionale, l’on. Bova, il quale,  in televisione, commentando i risultati elettorali, ha affermato che la classe dirigente della sinistra non si è dimostrata all’altezza e che la stessa  ha badato  più agli interessi  personalistici  che non a quelli generali".

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