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miletta-fernando-selCz.jpgLamezia Terme - “E noi che pensavamo che Pasqualino Ruberto fosse un lungimirante furbetto che utilizzava il suo ruolo in “Calabria Etica” per farsi la campagna elettorale lametina. Chiediamo scusa ma solo oggi abbiamo capito, invece, che lui è un vero paladino dei lavoratori. E si. Sentirlo pontificare sul provvedimento di sospensione (in autotutela) adottato dal Comune di Lamezia Terme a tutela dei diritti dei lavoratori è un vero colpo di teatro”. E’ la nota inviata da Sel Catanzaro.

E’ vero che lui di assunzioni è molto esperto, ne ha firmato quasi 700 con una frenesia quasi patologica nei periodi precedenti alle ultime campagne elettorali. Peccato che questo “amore” verso i lavoratori per la Procura di Catanzaro è sospetta rasentando l’abuso di ufficio, tanto è vero che è stata aperta un’inchiesta che lo coinvolge. Ma questo fatto non lo ferma. Non può farne a meno. Lui quando si tratta di lavoratori è senza dubbio un riferimento, una fonte illimitata di esperienza, un autentico campione. Proprio  non riesce a resistere nel manifestare la sua indignazione. Come si può – sembra quasi di sentirlo – offendere la dignità dei 10 lavoratori assunti senza tenere conto della “corsia privilegiata” riservata ai dipendenti in soprannumero della provincia.

Come si fa? La giunta Speranza non solo – per il paladino Ruberto – è incompetente ma anche senza cuore. Ironia della sorte, proprio in queste ore, è arrivata la decisione della regione Calabria di annullare ben 250 contratti firmati da lui stesso per “irregolarità amministrative”. Vedremo quali argomenti userà per giustificarsi di fronte ad un provvedimento così drastico che colpisce persone del tutto incolpevoli. I toni che usa oggi sono gli stessi toni usati, nei mesi scorsi, quando pur “dispiacendosi” accusava l’Amministrazione comunale di aver portato al dissesto l’Ente, salvo poi tacere quando addirittura la sezione riunita della Corte dei Conti ha dato ragione alla giunta Speranza. Qualche anno addietro un amico (o ex) di Ruberto, il sen. Antonio Gentile propose di insignire Silvio Berlusconi con il premio Nobel per la pace. Non andò bene. L’ilarità per la proposta lo travolse. Chissà, forse il buon Gentile potrebbe provare a proporre Ruberto per il premio mondiale delle facce di bronzo. Stavolta vuoi vedere che, senza la minima difficoltà, riesce nell’impresa”.

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