
Lamezia Terme - Prosegue il tour elettorale del candidato a sindaco Pasqualino Ruberto che ha incontrato gli abitanti del quartiere “Cafaldo” nell’ex comune di Sambiase. Ad introdurre il comizio sono state Maria Bevacqua, componente della Caritas Diocesana nonché candidata al consiglio comunale nella Lista “Pasqualino Ruberto Sindaco”, e Pasqualina Ruberto presidente regionale dell’associazione nazionale “Casalinghe Italiane”, da sempre impegnata nel sociale. La prima ha spiegato le ragioni per le quali ha deciso di partecipare a questa competizione elettorale, utilizzando una metafora dal chiaro richiamo evangelico, ossia definendo quella di Pasqualino la “buona politica” simile al pane: quest’ultimo si compone infatti di farina, simboleggiante la società civile; di lievito, ovvero l’economia; e di acqua, che tutto mischia e rende omogeneo per la cottura.La seconda relatrice, ha invece illustrato la figura del candidato a sindaco, definendolo “un uomo dotato di grande umanità e carisma, la cui decisione di correre per la carica di primo cittadino, ha riavvicinato molti alla politica, facendo superare per una volta l’amarezza e la disaffezione creata da anni di cattivo governo cittadino”.
Ruberto ha preso la parola ringraziando la sua “omonima”. “La sua - ha detto Pasqualino Ruberto - non è una spinta verso di me, ma verso il progetto politico che io rappresento”. “Anche a Cafaldo - afferma Ruberto - purtroppo si respira l’aria della periferia: ciò che dà subito all’occhio è il manto stradale dissestato che rappresenta uno dei maggiori disagi per gli abitanti del luogo”.“Io immagino di svolgere la mia azione amministrativa con assessori e consiglieri che si muovono tra la gente e che percorrano a piedi ogni quartiere - ha detto Ruberto - per avvicinare i cittadini agli amministratori. Solo così - secondo lui - si può ridurre o annullare quel senso di abbandono al quale da troppo tempo i Lametini si sono abituati, rafforzando altresì quel processo di crescita della coscienza civica tra la gente, sul modello delle comunità del Nord Europa e del Nord Italia. Dunque, una nuova concezione della politica che viene lanciata per la prima volta proprio dal rione Cafaldo, come un messaggio rivoluzionario per Lamezia.
Il termine “rivoluzionari”. “Non è un termine fuori luogo e troppo forte, come qualcuno potrebbe credere. Esiste - ha continuato Ruberto - una rivoluzione non armata, fatta dai buoni e dagli intellettuali che a gradini, in un progressivo percorso, portano al totale cambiamento”. “Conosciamo molto bene la storia, ed abbiamo la presunzione di volerla riscrivere a Sambiase, come a Nicastro e a Sant’Eufemia”. “Noi siamo guidati da un grande trasporto emotivo e morale: gli altri arrancano e chiedono ad altri di farsi aiutare per colmare le proprie lacune. I concorrenti partono tronfi ma poi si sgonfiano: noi invece procediamo costanti come un motore diesel. È la forza del gruppo che fa la differenza; un gruppo che sta insieme da oltre cinque anni e che oggi si è consolidato con l’appoggio degli altri alleati”. Non poteva poi mancare un riferimento alle gravi vicende giudiziarie “un bruttissimo danno d’immagine purtroppo per quella che è una delle città più belle della Calabria”. “Saremo schierati contro i poteri forti della città che per quasi vent’anni hanno affossato la città e vorrebbero continuare a farlo. Ci contrasteranno in ogni modo possibile quando saremo alla guida dell’amministrazione, ma non ce la faranno ad impedire che il nostro grande progetto per Lamezia si compia”.
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