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Lamezia Terme - Ha riscontrato gravi carenze di personale la visita di Dalila Nesci, deputato 5stelle, il cui tour negli ospedali calabresi fa oggi tappa al Giovanni Paolo II di Lamezia. Mancano infermieri, medici, primari e il nuovo C.U.P. (Centro Unico Prenotazioni) che dovrebbe sostituire quello di Catanzaro non è ancora stato messo in rete.  Poi la questione aperta di Pediatria e la mancanza di un servizio adeguato di trasporto neonatale per le urgenze.

La Nesci denuncia: “ C’è un gioco delle parti fra Scura e Oliverio, e non riscontriamo alcuna discontinuità rispetto all’amministrazione Scopelliti: la sequenza delle illegittimità continua. In più si profila a livello nazionale la questione del protocollo d’intesa Stato-Regioni che prevede tagli complessivi sulla sanità per un ammontare di 2,6 miliardi di euro”.

“Verranno tagliati servizi essenziali – aggiunge il candidato a sindaco D’Ippolito – su 60 guardie mediche 10 verranno chiuse. Inoltre credo che parlare di eccellenze e di strutture specialistiche quando non si hanno le condizioni di base possa essere fuorviante. Dobbiamo riportare l’ospedale ad avere lo stesso numero di reparti che erano presenti prima dell’accorpamento dell’ASL, far assumere i medici che mancano, potenziare ciò che esiste: oncologia assiste 25 pazienti ed ha solo 8 posti letto e si pretende di accorpare il centro per la fibrosi cistica con il reparto di pediatria”.

Dopo la visita ai reparti dell’ospedale Giovanni Paolo II, Dalila Nesci, deputato 5stelle, e il candidato a sindaco D’Ippolito incontrano nell’area verde antistante il presidio i cittadini, concentrandosi soprattutto sui temi della sanità pubblica.

“Questa non è una manifestazione elettorale ma un’occasione di confronto sui temi della sanità”. Purtroppo - continua D’Ippolito - non è stato accolto dalle associazione invitate”. Inoltre - spiega - i problemi dell’Asp sono molti e non c’è reparto che non abbia carenza di personale. “Chiudere il Tin è uno spreco non un risparmio”. Prende la parola l'onorevole Nesci è sottolinea come "il commissariamento ha fallito su tutti i fronti. Si pensa solo al pareggio di bilancio".

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Appare preoccupante l’esito della visita di stamattina all’ospedale Giovanni Paolo II da parte di Dalila Nesci, deputato 5stelle, accompagnata dal candidato a sindaco Giuseppe D’Ippolito. In primis la questione ancora aperta del Tin e di Pediatria, i cui stessi inservienti dichiarano di non sapere se i reparti risultino in realtà aperti o chiusi, e ciò si riverbera ampiamente su Ginecologia dove si sarebbe passati da 1500 a 1000 parti l’anno, inoltre la presenza di altre priorità rispetto al trauma center. “ Il commissario Scura – dice D’Ippolito – è riuscito nella non facile impresa di peggiorare ulteriormente i problemi creati da Scopelliti. In questo ospedale, lo stesso Gerardo Mancuso, ex dirigente, ha dichiarato confidenzialmente che gran parte delle strutture sono fuori norma.”

La Nesci, portando la questione sul piano della politica nazionale, pone alla base del problema il voler sacrificare tutto al pareggio di bilancio, in una situazione disastrosa determinata da “ patti scellerati con l’Europa” che ha portato ad avere circa 10 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà. La proposta di 5stelle è il reddito di cittadinanza, un’iniziativa che necessita per essere realizzata una spesa di 17 miliardi di euro e che garantirebbe mensilmente 780 euro a chi vive sotto quella soglia, cosa che nelle previsioni dovrebbe servire anche ad innalzare i salari minimi. Ma il progetto prevede anche d’incentivare i centri per l’impiego, e se si rifiuta il lavoro proposto l’assegno viene revocato. Ancora, si parla dell’intesa Stato-Regioni, la cui firma sarebbe stata rimandata a dopo le elezioni per evitare problemi, e che prevede tagli ulteriori alla sanità per un totale di 2,6 miliardi di euro. Volendo dar voce ai rumors, i componenti di 5stelle lamentano ancora di aver ricevuto minacce da parte di abusivi, di entrambi gli schieramenti, per aver coperto i loro manifesti elettorali affissi in spazi di regolare pertinenza del movimento.

Giulia De Sensi

 

 

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