
Lamezia Terme – Prosegue il momento positivo della Vigor Lamezia contro i cugini del Sambiase. Quella giocatasi ieri, davanti ai 3500 spettatori che hanno sfidato il caldo torrido, è stata la terza stracittadina consecutiva chiusa con un risultato positivo dai biancoverdi. Dopo lo 0-0 e la vittoria di misura nelle sfide dello scorso campionato, ecco un altro pari, poi trasformatosi, trattandosi di sfida secca ad eliminazione diretta, in vittoria alla lotteria dei calci di rigore. Prima di questi ultimi tre confronti, era stato invece il Sambiase ad inanellare, sempre tra campionato (Eccellenza 2023-24) e Coppa Italia (derby del 31 agosto 2025 risolto dall’allora giallorosso, ora al Siracusa, Costanzo), sempre un filotto positivo di due successi ed una divisione della posta. Ancora una volta, il derby tutto lametino per eccellenza non ha tradito le attese quanto a determinazione e cattiveria agonistica riversate dai ventidue in campo. Ne è venuta fuori l’ormai solita sfida tirata, equilibrata e dal risultato in bilico fino all’ultimo secondo di gioco.
E’ partita meglio la formazione vigorina, decisa a fare la gara giocando palla a terra, per quanto reso possibile dalle pessime condizione del manto erboso, e lasciando a Colombatti e compagni le ripartenze. Nella parte finale del primo tempo i giallorossi hanno messo in difficoltà la retroguardia avversaria con alcuni insidiosi cross. Sambiase che ha iniziato con il piede pigiato sull’acceleratore anche la ripresa. Al 26’ l’episodio che sembrava aver deciso la contesa a favore dei giallorossi, com’era accaduto 364 giorni prima, grazie alla precisa inzuccata di Diogo su cross di Furiato. Una rete che ha confermato qualche difficoltà vigorina nel difendere sulle palle alte. A poco più di 20’ dal termine e con la squadra di Tony Lio che sembrava in pieno controllo del match, è invece arrivata la rabbiosa reazione biancoverde, concretizzatasi con la prodezza balistica dell’ex amaranto Alessandro Provazza
. L’1-1 ha letteralmente galvanizzato la Vigor e c’è voluto un grande intervento di Giuliani per evitare la loro completa rimonta. Dagli undici metri, alla fine, ad aver fatto la differenza in negativo è paradossalmente stato proprio quel Diogo Fortunato che aveva invece avuto il merito di sbloccare la sfida. Chi pensava, obiettivamente in tanti, che il Sambiase ai rigori potesse essere favorito potendo contare sull’esperienza e la reattività di un signor portiere qual è Alessio Giuliani, si è dovuto ricredere. A fare la differenza in positivo è infatti stato il 2007 Andrea Sabella, rivelatosi più “specialista” nell’intercettare le conclusioni dagli undici metri. Ne ha parati ben due, andando vicino a respingere anche un altro dei tre restanti. Non una sorpresa per i suoi compagni di squadra, però, visto che durante gli allenamenti fatti in questo primo mese avevano già avuto modo di saggiare la bravura del portierino siciliano sui tiri dal dischetto.
Il vero obiettivo delle due lametine era, e resta, tuttavia quel campionato al via domenica prossima. Il Sambiase ospiterà il Gela al D’Ippolito: gara alla portata, e per questo ancora più delicata, dei giallorossi, i quali, però, con tutta probabilità dovranno fare a meno del pilastro difensivo Colombatti. La Vigor avrà sicuramente meno da perdere in casa di una delle due maggiori candidate alla vittoria finale: la Nissa del grande ex Catalano, ieri battuta a sorpresa, ed eliminata, dall’Igea Virtus dopo essersi portata inizialmente in vantaggio proprio grazie ad un gol del fantasista del Cortale. Sempre meglio affrontarle nelle primissime giornate questo tipo di squadre, prima che ingranino. Difficoltà iniziali che i giallorossi di Caltanissetta incontrarono già nella prima parte della scorsa stagione. Una Vigor che al “Tomaselli” non partirà certo battuta, insomma, pur non avendo i favori del pronostico dalla sua.
Tornando al derby di ieri, la Vigor ha iniziato e chiuso con quattro under, i giallorossi sono scesi in campo con i canonici tre fuoriquota obbligatori da regolamento, numero salito a quattro a inizio ripresa e poi ridisceso a tre con l’uscita del 2006 Gualtieri, rilevato dall’over Garcia. Privi dello squalificato Ranieri, i ragazzi di Vargas hanno mostrato una buona compattezza. Migliori in campo Provazza e Sansone. Il primo è ritornato, vista la sua precedente esperienza con l’FC Lamezia, nella città della piana determinato a riscattare l’opaca annata scorsa a Barcellona Pozzo di Gotto. Il capitano, che ha tra l’altro sfiorato il gol nel primo tempo, non ha sbagliato praticamente niente, o quasi, in fase difensiva. Molto importante la sua riconferma in mezzo alla linea arretrata. Meno brillante il compagno di reparto Ciriello, fattosi comunque apprezzare per generosità e grinta. Fisiologico per via della loro stazza fisica, Cantoro e Maimone, applauditissimo un suo provvidenziale intervento in ripiegamento nel secondo tempo, sono apparsi ancora alla ricerca della migliore condizione. Ha destato una piacevole impressione il 2007, nonché lametino doc, Federico. Positivo anche l’impatto con la gara, quando subentrato proprio all’ex Primavera del Catanzaro, del 2008 D’Oppido, peraltro freddo dal dischetto come il pari età Gomez.
La forza del Sambiase si è riconfermata la solidità e l’affiatamento di una difesa ieri immutata rispetto a quella schierata nella parte finale della scorsa stagione. Finchè una fitta muscolare non lo ha costretto ad alzare bandiera bianca, vi ha giganteggiato il solito Colombatti. Tra i più dinamici Diogo e il 2006 Gualtieri a centrocampo, dove ieri mancava l’esperto Zenuni, nonché il 2007 Brandalisse. In ombra Waller e Sueva. Per Haberkon vale il discorso fatto per il puntero biancoverde Cantoro. Furiato ha sfornato l’assist vincente per Diogo ma è in grado di fare decisamente meglio. Un plauso va infine ad entrambe le tifoserie per lo spettacolo, le coreografie ed il costante sostegno alle rispettive squadre, il tutto in un clima di sana sportività. Peccato per la mancata concessione del minuto di raccoglimento in memoria dell’ex presidente vigorino Antonio Cantafio, scomparso nei giorni precedenti la gara.
Ferdinando Gaetano
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