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Lamezia Terme – È sicuramente uno dei peggiori momenti degli ultimi decenni, tanto a livello tecnico che societario, quello che sta attraversando la Vigor Lamezia. La gara di ieri pomeriggio n’è stato lo specchio fedele. Partendo dalle pessime condizioni del manto erboso, o meglio di quello che n’è rimasto, del D’Ippolito fino alla scialba, in particolar modo nei secondi 45’, prova offerta dai biancoverdi. Il tutto passando per il minimo stagionale di presenze allo stadio e l’aperta contestazione, con tanto di striscioni più che eloquenti, della tifoseria organizzata nei confronti della società. Così come non è passata inosservata l’assenza in tribuna di quasi tutti i dirigenti. Ne sono stati avvistati giusto un paio, con il presidente Rettura che si è materializzato soltanto a fine gara negli spogliatoi. Dinanzi a tale situazione, anche il risultato del campo passa un po' in secondo piano. Il comunicato con il quale, nei giorni scorsi, la cordata d’imprenditori locali ha annunciato il proprio definitivo passo indietro per via della rilevante massa debitoria accumulatasi, pur precisando che manterrà fede agl’impegni finanziari promessi a inizio stagione, ha lasciato il segno nell’ambiente e fatto esplodere la contestazione degli ultras verso l’attuale gruppo dirigente. Secondo quanto trapelato, d’altronde, i debiti ammonterebbero a quasi un milione di euro. Se così fosse, vorrebbe dire che in questi ultimi tre anni si è fatto il passo più lungo della gamba, oppure che nella bacinella societaria i vari soci hanno, chi più chi meno, messo meno di quanto inizialmente stabilito. Naturalmente solo i diretti interessati sanno come stanno effettivamente le cose. In queste ore sarebbero in corso vari tentativi per riunire, e mettere davanti ad un tavolo, tutti i soci, provando a dipanare le singole diversità di vedute e tracciare una linea dritta in grado di rimettere in carreggiata la barca e farla approdare con meno scossoni possibili al porto della salvezza. Viceversa,  il rischio di non arrivare a maggio sarà purtroppo elevato.

Occorre uno scossone e anche un piano di risanamento dei conti, poiché  altrimenti tale palla al piede diventerà sempre più pesante e vanificherà tutti gli sforzi fatti per riportare la piazza in serie D. Non è più un mistero, poi, che non ci sia più convergenza di vedute tra la società ed il duo Ramondino – Vargas.

La cocciutaggine estiva di volersi affidare ad un tecnico straniero, seppur dai trascorsi importanti da calciatore, non si sta rivelando felice. Ciò mentre da tempo gli allenatori locali stanno dimostrando con i fatti, vedi i vari Lio, Fanello, Morelli o lo stesso Mancini, di non essere affatto da meno, senza contare che sono decisamente più economici.

Ma non tutte le colpe di questo brutto avvio di stagione sono da imputare alla guida tecnica; vanno piuttosto ripartite anche tra chi ha costruito la rosa e chi ha messo a disposizione un budget piuttosto risicato. Fermo restando che il Sambiase è un chiaro esempio di come anche con poche risorse, accompagnate, però, da una certosina organizzazione societaria e da una elevata competenza dell’area tecnica, si possano ugualmente ottenere ottimi risultati.

I vertici societari biancoverdi starebbero cercando di convincere il duo Vargas – Ramondino a fare un passo indietro, risolvendo i rispettivi contratti. Compito, tuttavia, tutt’altro che semplice. Sebbene ieri si sia vista la bruttissima copia della squadra rivelazione dello scorso campionato, l’Athletic Palermo continua a vestire i panni di bestia nera delle due lametine di serie D. La vittoria fa infatti seguito alle quattro già ottenute la scorsa stagione. Stavolta, però, i demeriti di Sanzone e compagni sono stati indubbiamente superiori ai meriti dei rosanero. Per la terza gara consecutiva, Vargas ha schierato i suoi con il 3-5-2, pronto a trasformarsi in una sorta di 5-3-1-1 in fase di non possesso. Un modulo che ha indubbiamente assicurato una maggiore copertura difensiva, come testimoniano i “soli” due gol incassati negli ultimi 270’, ma che, per l’inevitabile rovescio della medaglia, ha, al contempo, fortemente indebolito la produzione offensiva. Una Vigor che ieri pomeriggio si è liquefatta con il passare dei minuti quanto a nerbo, intensità e lucidità. Se nei primi 45’ si è fatta preferire, nella ripresa è come se fosse rimasta con la testa negli spogliatoi. E a niente sono serviti i tre cambi operati simultaneamente dal tecnico cileno. Cantoro, Provazza e Borriello si sono a loro volta mimetizzati nel grigiore generale, come il colore della divisa nell’occasione indossata. Tant’è che nel secondo tempo il portiere rosanero ha funto da classico spettatore non pagante. Sul gol preso, poi, Polizzi non è apparso impeccabile. Nonostante il perfido rimbalzo della palla abbia notevolmente aumentato il coefficiente di difficoltà dell’eventuale parata, l’ex portiere del Partinicaudace ha mostrato poca esplosività di gambe.

Si accentua, passando da -2 a -3, il saldo negativo rispetto ai punti raccolti nelle prime dieci giornate del passato torneo. Quella biancoverde non è più la seconda peggior difesa, bensì la quartultima. Peggio hanno sin qui fatto Enna, Ragusa e Igea Virtus.

Restano ventitre i calciatori complessivamente utilizzati dall’allenatore cileno nelle undici gare ufficiali sin qui giocate. Con l’uscita, a fine primo tempo, per infortunio di Sanzone, non è rimasto più nessuno a non aver saltato neanche un minuto di gioco in questo torneo.

Ferdinando Gaetano               

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