
Lamezia Terme – Secondo risultato utile consecutivo in casa vigorina, ma il punto portato via da Ragusa ha il forte sapore di un’occasione persa visto che l’1-1 ibleo è arrivato proprio al novantesimo. Zona cesarini di nuovo amara, dunque, così com’era successo nello scorso campionato, sia all’andata che al ritorno, contro il Savoia. Allora in pieno recupero maturarono addirittura altrettante sconfitte, alla fine rivelatesi decisive ai fini del primo posto finale del club di Torre Annunziata. Stavolta, quantomeno la deviazione vincente di Capone è costata si la mancata vittoria, ma non il kappaò. Peccato, comunque, perché all’Aldo Campo la Vigor ha concesso poco ai padroni di casa. Sabella ha dovuto sfoderare solo due interventi degni di nota, in particolar modo quello provvidenziale sull’inzuccata ravvicinata di Piccolo, azione originata da uno svarione di Gomez, che ha permesso a Capone di crossare indisturbato in piena area lametina, e sviluppatasi pochi minuti prima della rete del pari siciliano.
Certo, neanche Sanzone e compagni hanno costruito tantissime occasioni da rete. Hanno tuttavia avuto sui piedi di Cantoro e Maimone la palla del possibile raddoppio, ma il cileno ha svirgolato la conclusione, spentasi abbondantemente fuori, mentre sul tiro del prestante centrocampista, e indirizzato sotto la traversa, è stato miracoloso l’estremo difensore biancazzurro. Prosegue, ad ogni modo, la tradizione favorevole contro il Ragusa relativamente alle ultime due stagioni. Nel precedente torneo, infatti, i lametini s’imposero 4-0 al “D’Ippolito”, pareggiando, poi, sempre 1-1 al ritorno. Allora furono però gl’iblei a sbloccare l’incontro con Sinatra, poi ci pensò Spanò a firmare il pareggio in avvio di ripresa. Ieri pomeriggio mister Vargas ha cambiato ben quattro pedine rispetto all’undici schierato dal primo minuto contro l’Igea Virtus: Errico, D’Oppido, Federico e Diop in sostituzione di Gomez, Casalongue, Simonetta D. e Provazza. Ma a mutare è stato anche il modulo: dal 4-3-3 si è passati al 3-5-2, giocando così a specchio con il Ragusa. I padroni di casa hanno iniziato con 4 under, tra cui l’ultimo arrivato Dini, chiudendo con i soli tre obbligatori. La Vigor è scesa in campo con un 2006, due 2007 e un 2008, chiudendo la gara con due 2006, un 2007 e un 2008.
In difesa il migliore è stato ancora una volta Sanzone, peccato soltanto per l’azione del pari locale allorquando è proprio il centrale di Cerisano a tenere in gioco Capone al momento in cui quest’ultimo, deviando il tiro di un compagno, mette fuori causa Sabella. Dopo Provazza, Cantoro e Ranieri, si sblocca anche Diop. Gran parte del reparto avanzato è insomma già andato a segno. Con gli esordi stagionali di Errico, dal primo minuto, e Andreassi, gettato nella mischia nella parte finale del match, salgono a diciotto i calciatori complessivamente utilizzati dall’allenatore cileno nelle quattro gare ufficiali sin qui giocate. Al momento non hanno saltato neanche un minuto di gioco Sabella, Sanzone, Ciriello e Maimone. Ordonez è sempre subentrato nel corso della ripresa. Zero minuti all’attivo per Marano (il quale, scontate le tre giornate di squalifica retaggio dello scorso campionato, tornerà arruolabile domenica contro la Reggina), Stella, Piscitello, Proietti e Borriello, nonché per gli aggregati dalla Juniores Mazza, Petrungaro, Gaudio e Talarico.
Dopo le prime tre gare della serie D 2025-26 l’allora compagine guidata da Foglia-Manzillo aveva sei punti, ben quattro più di adesso, quindi. Allora, però, si giocò due volte in casa ed una fuori. L’esatto contrario di quanto accaduto quest’anno. Senza contare che tra le mura amiche si ospitarono, battendole entrambe, due avversarie dirette per la salvezza quali erano Acireale, poi retrocesso, ed Enna. Squadre, insomma, sicuramente più alla portata della Nuova Igea Virtus di sabato scorso o della Nissa affrontata alla prima giornata. L’attuale Vigor appare più forte di quella che aveva iniziato lo scorso campionato ma, al contempo, un po' più debole rispetto a quella poi riveduta e rinforzata tra dicembre e gennaio. Al momento sembrano comunque esserci almeno quattro-cinque compagini più deboli dei biancoverdi, vedi Enna, Trapani (complice pure il -5 ancora intonso dei granata), Gela, Licata, PraiaTortora e lo stesso Ragusa. Ma il campionato è ancora appena cominciato, e quindi molte cose potranno cambiare nei mesi a venire. Domenica al “D’Ippolito” arriverà la capolista Reggina, unica squadra ancora a punteggio pieno dopo i primi 270’. Si sperava che in occasione di tale match si potesse finalmente aprire al pubblico la curva nord, invece i lavori procedono a singhiozzo e con tutta probabilità resterà desolatamente chiusa anche nella stracittadina in programma domenica 27 settembre.
Ferdinando Gaetano
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