Riceviamo e pubblichiamo una nota della consigliera comunale Teresa Benincasa in merito al supporto della Presidenza del consiglio comunale alle Commissioni
“Il supporto della Presidenza del Consiglio alle Commissioni è lodevole poiché apprezza il lavoro che tutti i presidenti di commissioni stiamo portando avanti nei settori più vitali della città. Tuttavia, senza il supporto dell’organo esecutivo, della volontà del sindaco, tutti gli sforzi rischiano essere vani. Il problema non è tanto ricevere idee o proposte da chi quotidianamente ha modo di interloquire in ciascuna commissione, quanto riuscire a realizzare almeno le più importanti. La proposta, per esempio, degli artisti dell’Associazione Fidia di poter utilizzare le pareti da museo delle molteplici sale del San Domenico è stata acquisita con grande favore dalla Commissione, ci siamo avvalsi della professionalità di Teodolinda Coltellaro per costruire insieme un percorso adeguato alla dignità degli artisti e per la fine del mese di settembre ho fiducia, se c’è la collaborazione di tutti, a poter inaugurare questo importante spazio culturale. Naturalmente coesisterebbero altre funzioni, come la convegnistica e altri eventi.
Quello che la Commissione ritiene essenziale garantire è il criterio della inclusione, non viceversa. Della equità sostanziale alle Associazioni che intendono avere cittadinanza attiva anche usufruendo dei luoghi più prestigiosi della Città: il Panariti, il Blasco a Nicastro, il Franzì . Una città che ha inoltre, tre Teatri Comunali, e un quarto teatro parrocchiale a Sant’Eufemia, e non si attrezza per animare un cartellone di respiro nazionale per una stagione stabile di Prosa e di Cinema è una città che non sta facendo bene il suo mestiere e mortifica lo spirito di cittadinanza, soprattutto tra i più giovani. Per ragione di fiducia ritengo che saremo in grado di cogliere le risorse che ci sono. Sono convinta che insieme e con sobrietà sapremo ingranare la marcia quando avremo compreso che il senso della politica e il valore di un’amministrazione si misura con l’impegno per salvare la sostanza e non solo le apparenze, perché i lametini, ancora di più di quanto diceva Alvaro sui calabresi, sono persone a cui non piace solo essere parlati ma realizzati.
A oggi molte risorse le abbiamo lasciate in disparte; penso a Carlo Rambaldi, ma anche al nostro AntonGiulio Grande e il regista Carlo Carlei. Stesso errore per la memoria della prima guerra mondiale, su cui è pronta un’intesa avviata in Commissione e che spetta alla giunta sostenere. Poco valorizzato Franco Costabile cui spetta la titolazione del Politeama, ma anche altri numerosi artisti di ieri e di oggi molto onorati altrove. Segnalo un’iniziativa che domani mi vedrà partecipare con grande orgoglio al convegno "Eredità artistica del '700 calabrese – Francesco Colelli e la sua produzione nella Sila Catanzarese." Protagonista sarà appunto Francesco Colelli illustre pittore del '700 nato a Nicastro, la cui produzione è presente in tanti paesi della provincia della presila catanzarese. Con l’organizzatore della Mostra, Vitaliano Marino, abbiamo già ideato una tappa a Lamezia, dove è custodito un patrimonio importante del pittore: una pala d'altare nella Cappella del SS. Sacramento rappresentante la cena del Signore, e numerosi dipinti del pittore che abbracciano un arco di 20 anni dal 1762 al 1782, all’interno del Museo Diocesano. Restiamo dunque in fiduciosa attesa, consapevoli che non si può entrare in paradiso a dispetto dei santi”.
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