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teresa-benincasa-gruppo-misto.jpgLamezia Terme - “Comprendo l’animo esacerbato di chi impegna la propria esistenza per trovare soluzione ai problemi drammatici di questa città, lottando per cause di impegno civile e sociale”. Così è scritto in una nota inviata da Teresa Benincasa in merito alla dichiarazione del presidente dell'associazione Caduceo Anna Mancini. “Le battaglie di Anna Maria Mancini, in città le conosciamo tutti e per questo ritengo doveroso precisare quanto riscontrabile dallo stesso video della seduta di Consiglio comunale passato sotto la mitragliatrice di giudizi troppo sommari che non rendono onore al buon nome dell’Associazione Caduceo. Prima di tutto riconosco di avere sottovalutato, anzi ignorato, il contenuto della mozione del Consigliere con la quale veniva rilanciato il progetto per l’istituzione di una scuola di formazione per la polizia locale: mai sentito una parola prima del “dopo” di quella disordinata e confusionaria seduta dove lo stesso consigliere di mozioni ne ha presentate otto ( che peraltro ho votato con favore finchè sono stata in aula). Mi chiedo perché un punto così importante non sia stato discusso per come era in agenda al primo punto e perché siano state approvate le reiterate inversioni delle mozioni iscritte per ultime. Come è stato possibile che nessuno abbia ritenuto di sollecitare un’attenzione di riguardo per una pratica così importante. Mi chiedo come sia stato possibile mettere ai voti la pratica quando già era visibile la mancanza del numero legale.

Ma soprattutto alla luce dei fatti mi chiedo quanto quelle immotivate richieste di invertire l’ordine dei lavori, fatto che ho stigmatizzato, non abbiano di fatto spostato le lancette dell’orologio provocando,  dopo ore di discussioni pleonastiche, la necessaria caduta di attenzione. Da parte mia, è riscontrabile un comportamento del tutto lineare: quando il consigliere presenta questa mozione io esco dall’aula, non per pregiudizio, ma lo faccio spontaneamente e si vede dal video che esco dietro una collega consigliera che volevo salutare.

In verità, una volta fuori dall’aula, per evitare di fare andirivieni, mi soffermo a parlare solo con una persona che lavora come usciere ma che ritengo degnissimo della mia attenzione e mi sono trovata piacevolmente ad ascoltare un racconto molto più interessante di quelli che talvolta si ascoltano da persone che si considerano più importanti di un usciere. Ad un certo punto è vero che io vedo il consigliere Mastroianni dimenarsi e dietro di lui il presidente reclama dietro tre consiglieri che sono usciti e io francamente neppure ho notato.  Concordo pienamente con la signora Mancini sul fatto che è grave se durante la votazione qualcuno gioca a fare  mancare il numero legale. Davanti al trambusto del finale, sono stata indecisa, vedendo la signora Mancini sul da farsi. Tuttavia, non ho ricevuto nessuna richiesta e non ho dato nessun rifiuto.

 Sono rimasta dove ero all’inizio della discussione, fuori dall’aula. Oltretutto non è mio costume votare pratiche su cui non ho ascoltato una parola. Non sapevo di cosa si stesse trattando nel merito e vedevo solo agitazione e toni scomposti di chi mai dovrebbe scivolare ad additare singoli consiglieri comunali per l’insuccesso di una seduta pieni di trabocchetti che bene definisce la signora Mancini e che mi limito a definire infruttuosa.  Ora che è evidente l’impegno della Caduceo non avrei esitazioni a presenziare i lavori e votarla con responsabilità. Nonostante le terribili accuse che la signora ha proferito equivocando i fatti con le apparenze”.

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