Lamezia Terme - Mario Oliverio accetta l’invito fattogli dell’avvocato Nicolino Panedigrano alla conferenza stampa del ‘Comitato Salviamo la Sanità del Lametino’ e del Tribunale del diritto del malato di domani in merito alla chiusura Centro Trasfusionale di Lamezia Terme.
“Accettando l’invito alla conferenza stampa del “Comitato Salviamo la Sanità del Lametino” e del Tribunale del diritto del malato di sabato 18 Ottobre, sulla chiusura del Centro trasfusionale di Lamezia Terme, mi preme, sin da subito, far pervenire la mia opinione nel merito. Pur nel massimo rispetto delle competenze e prerogative del Commissario ad acta Generale L. Pezzi e delle risultanze della commissione ispettiva per la verifica delle condizioni di accreditamento dei centri trasfusionali del servizio sanitario regionale, tra cui quello dell’ospedale di Lamezia Terme, ritengo che l’attuale fase di gestione dei provvedimenti inerenti l’attuazione dei programmi operativi del piano di rientro, nelle more dell’insediamento del nuovo presidente della giunta regionale, debba evitare in un periodo di tempo molto contenuto l’assunzione di provvedimenti drastici che non abbiano il carattere della assoluta urgenza ed indifferibilità in forza dei quali viene determinato comunque un nuovo assetto programmatorio della rete assistenziale regionale ospedaliera e non”.
“E’ evidente - prosegue Oliverio - che si correrebbe il rischio, sia pur adottando provvedimenti formalmente ineccepibili, di sostituirsi per poche settimane, al sacrosanto diritto che avrà il nuovo Presidente della giunta regionale di avviare un programma di seria e rigorosa riorganizzazione della rete regionale assistenziale che tenga conto dei criteri di uniformità sul territorio regionale e contestualmente di erogazione omogenea di livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità, e che tuttavia rispondano alla idea di programmazione che il nuovo governo della Regione ha il diritto/dovere di implementare e seguire. Per tali premesse, lungi da me il cavalcare opportunisticamente proteste sia pur comprensibili e legittime di territori e comunità storicamente importanti, chiedo che provvedimenti di così drastica portata vengano sospesi temporaneamente in attesa dei nuovi assetti istituzionali”.
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