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Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota di Giandomenico Crapis in merito alla  delibera del 17 marzo 2016 con la quale l’amministrazione comunale ha predisposto l’affidamento per le proiezioni cinematografiche in città al teatro Grandinetti.

“Finalmente l’amministrazione Mascaro è riuscita a varare il bando per l’affidamento del servizio di proiezione cinematografica da svolgere nel Teatro Comunale Grandinetti. Scusate il ritardo, verrebbe da dire. Anche perché non si capisce quali i problemi, quali gli ostacoli, che hanno fino ad oggi impedito di impostare e scrivere un avviso pubblico che, nella buona sostanza,  è lo stesso di quello varato a suo tempo, più di un anno fa, dalla vecchia amministrazione Speranza. Basta confrontarli per rendersene conto. Verrebbe da chiedersi: e ci voleva tutto questo tempo, con gli annunci in pompa magna, le annesse polemiche,  i botta e risposta, la chiusura del cinema? Era evidente che così com’era strutturata la precedente delibera, con le tariffe e i costi di affitto previsti, l’utilizzo del teatro per fare del cinema era impensabile. E qui apro una piccola parentesi. Anche per le altre sale comunali, soprattutto le più piccole, la politica tariffaria disposta la scorsa estate rischia di renderle di fatto impraticabili, principalmente per l’associazionismo politico e culturale senza scopi di lucro: pensiamo ai costi per l’utilizzo delle sale di palazzo Nicotera, del chiostro san Domenico e delle sale adiacenti, di molto incrementati, con il risultato che questi spazi restino inutilizzati, come già accade, per gran parte dell’anno. 

Tornando al cinema, dunque, c’erano costi abnormi di cui un qualsiasi gestore non si sarebbe potuto far carico (parecchie centinaia di euro al giorno), se non disponendo di un imponente capitale iniziale: cosa evidentemente poco realistica soprattutto in questo settore. Non era pensabile che un’impostazione come la precedente fosse sostenibile per una attività come quella cinematografica che è in crisi dappertutto e che resiste solo con le multisale commerciali, spesso però collocate lontano dai centri urbani e dalla vita quotidiana delle persone. La proposta di questi giorni, che ricalca la vecchia proposta del marzo 2015, sembra più realistica rispetto alla esperienza di Natale. E’ stato riproposto il canone del 5% ( come nel vecchio bando Speranza), anche con una riscossione  fissata mensilmente (e non annualmente), ma ci sarà un affitto di 55 euro (più iva) per ogni giorno di utilizzo. Sono condizioni tutto sommato non iugulatorie che potrebbero permettere finalmente la ripresa dell’attività di proiezione nel cuore della città. Poiché sono tra quelli che si è battuto in questi anni per creare le condizioni per riportare stabilmente il cinema in città e poiché, vivaddio, si è dotato il teatro di “modernissime attrezzature per la proiezione” (come recita lo stesso bando), é bello e importante che si riparta con la proiezione di film: commerciali o impegnati, comici o drammatici, per grandi o per bambini poco importa adesso. E sarà utile che le associazioni cinefile cittadine facciano le loro proposte, non necessariamente in contrapposizione.  Dispiace solo che sia passato tutto questo tempo per fare una cosa già scritta quattordici mesi fa. Perchè il rischio è che a questo punto, tranne (se va bene) per qualche sporadica proiezione a maggio, di cinema a Lamezia se ne parli l’autunno prossimo”.          

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