
Lamezia Terme – L’avevano già preannunciato a chiusura della campagna elettorale, i pentastellati lametini, che avrebbero presentato un esposto alla Procura della Repubblica se la discarica accanto al letto del fiume Bagni non sarebbe stata sottoposta ad accertamenti dopo la mancata bonifica. Una polemica, quella della discarica Bagni, esplosa a fine maggio, quando l’avvocato Giuseppe D’Ippolito era in corsa come candidato a sindaco della città. Oggi, con la sua stessa firma e quella del parlamentare M5s Parentela, D’Ippolito esige far luce sulla vicenda, chiedendo il sequestro e la messa in sicurezza dell’area, in una conferenza stampa indetta presso il bar New Entry. L’esposto presentato alla Procura, è conseguenziale alla segnalazione, corredata da materiale fotografico da parte del M5S, dell’esistenza lungo il rettifilo che conduce a Sant’Eufemia, “di una vera e propria terra dei fuochi, con ammassate tonnellate di rifiuti, tra cui anche materiale che poteva essere destinato al riciclo”. “Dal sopralluogo effettuato – chiarisce D’Ippolito - in discarica c’è ancora accesso al pubblico, non ci sono recinzioni e i depositi non sono sotterrati”.
L’interrogazione presentata al Ministro dell'Ambiente dai pentastellati l’8 giugno scorso, e ancora senza risposta, aveva inoltre evidenziato la pericolosità dell’inquinamento del mare a pochi centinaia di metri dal sito e delle culture olivicole vicino alla zona a seguito delle piogge, quando il fiume Bagni esce dagli argini. Nel 2007 – come evidenziano nell’esposto – con un’ordinanza del commissario delegato, venivano citati i fattori di rischio della discarica sita in località Bagni, dati che apparivano molto preoccupanti: un’estensione di 810 mila metri cubi, circa 20 ettari, corrispondenti quasi a 40 campi di calcio. La permeabilità del terreno era stata definita medio-alta e veniva rilevato che la distanza della discarica dall’alveo del fiume era pari a 0. Una zona, classificata dal Commissario delegato dell’emergenza ambientale, “come il sito a più alto rischio della provincia, terza in tutta la Calabria”.
L’avvocato D’Ippolito chiese maggiore chiarezza soprattutto in riferimento a quanto pubblicato poi successivamente dal comune di Lamezia Terme, sulla valutazione ambientale del Psc risalente al 2012. Nell’analisi effettuata dalla precedente amministrazione – legge l’avvocato D’Ippolito – emerge che il sito era inserito tra quelli da bonificare e si evidenziano molteplici parametri inquinanti, tra cui arsenico, stagno e idrocarburi. “Una discarica dunque – prosegue – che risulta ancora biologicamente attiva e con rifiuti in fase degradativa”. Nell’esposto presentato questa mattina, l’avvocato D’Ippolito fa notare inoltre delle discrepanze tra l’analisi apportata dal Commissario delegato e quella descritta dal comune di Lamezia in merito alle distanze del sito dal centro abitato e dall’argine del fiume, che risultano superiori nella valutazione ambientale del Psc. “Inoltre – aggiunge D’Ippolito – sia l’amministrazione comunale che la regione Calabria erano a conoscenza che dal 2008 era stata avviata la caratterizzazione dei rifiuti, senza procedere però alla relativa bonifica”.
Dal canto suo la passata amministrazione aveva precisato in data 28 maggio, che la discarica Bagni, chiusa dagli anni ’90, è situata nel territorio di competenza del Consorzio di Bonifica e che il comune è sempre stato in attesa del progetto definitivo di risanamento dell’area i cui finanziamenti dipendono esclusivamente dalla Regione Calabria. Il M5S con l’esposto alla Procura della Repubblica intende accertare così eventuali responsabilità penali per ritardi e omissioni, chiedendo “il sequestro e la messa in sicurezza dell’area, la caratterizzazione dei rifiuti a monte e valle del sito, l’esecuzione di analisi termali e il sequestro di documenti relativi alla discarica Bagni”. Inoltre, i 5Stelle, chiedono se dai fatti esposti, possano emergere profili di danno erariale per omissione, a carica del sindaco pro-tempore di Lamezia Terme. Una situazione di degrado ambientale, dunque, che D’Ippolito definisce “una bomba per la salute dei lametini”, soprattutto in seguito ad uno studio pubblicato dall’Asp di Catanzaro che evidenzia, nella zona incriminata, circa 532 casi di tumore nei soli due anni 2006-2007, con un aumento anche di patologie non oncologiche. “Il sindaco Mascaro – conclude D’Ippolito – dopo aver presentato un esposto sul mare sporco, dovrebbe preoccuparsi anche della bonifica dell’area, che potrebbe evitare inquinamento e il confluire della spazzatura a mare”.
“La bonifica della discarica in Località Bagni, a Lamezia Terme, non è più rinviabile e chi ha causato questo disastro ambientale si assuma le proprie responsabilità”. È quanto afferma il deputato M5s Paolo Parentela, assente alla conferenza stampa ma cofirmatario dell’esposto con cui gli attivisti di Lamezia Terme hanno denunciato il disastro ambientale in corso presso la vecchia discarica.
“La paradossale vicenda della discarica mai bonificata – prosegue Parentela – è esempio evidente di come la vecchia politica sia incapace di tutelare la salute dei cittadini. Le vecchie amministrazioni del comune di Lamezia e della Regione Calabria, infatti, erano a conoscenza sin dal 2007 della situazione della discarica di Bagni e nulla hanno fatto per procedere alla necessaria bonifica. Il M5s, invece, appena entrato nelle istituzioni se ne è occupato. Io stesso ho interrogato il Ministro Galletti per tentare di scongiurare il protrarsi di questo preoccupante stato di cose”.
Il Cinque Stelle conclude: “L’impegno sulle emergenze ambientali in tutta la Calabria da parte mia e di tutto il M5s è ormai sotto gli occhi di tutti. La discarica di Località Bagni, che ho visitato di persona, è soltanto uno dei tanti siti contaminati che hanno portato la Regione Calabria ad un'emergenza ambientale senza precedenti. Tutto ciò si ripercuote negativamente anche sulla salute dei cittadini oltre che sullo sviluppo del territorio vocato all'agricoltura e turismo. La discarica, inoltre, rischia di aggiungersi alla drammatica lista delle discariche sotto procedura d'infrazione dalla commissione europea. Gli attivisti calabresi del M5s continueranno, proprio come quelli di Lamezia, a tenere il fiato sul collo della vecchia, inoperosa, classe politica e proseguiranno la loro attività di denuncia che vedrà in noi portavoce eletti in Parlamento il terminale perfetto per ridare dignità alla terra di Calabria”.
Alessandra Renda


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