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Lamezia Terme - “Un vecchio detto diceva: chi sta fuori dal ballo sa sempre ballare più degli altri. Meno male - scrive il capogruppo di Calabria al Centro, Salvatore De Biase, in una nota - che per i governi locali esiste ancora il sistema elettorale attuale, e pertanto l'elettore giudica proposte, programmi e sceglie gli uomini che li devono rappresentare nei governi, altrimenti chissà quali giudizi ci si poteva attendere da parte di alcune forze politiche le quali invece di essere, scelgono il verbo di apparire, magari su cose che conoscono poco e male. Tutti sotto accusa: Assessori ed  assessorati, programmi ed obiettivi, azioni e prerogative. Insomma  tutto, a loro parere, in 150 giorni, andrebbe male. Insomma alcuni tendono a dimenticare 10 anni di governo che hanno mostrato una città in declino  per ricordare 100  giorni di governo Mascaro e, magari, pretendere l'impossibile per il superamento dei problemi della città, usando la bacchetta magica. Qualcuno può ricordare che l'attuale  maggioranza, fin dal suo inizio ha dovuto barcamenarsi in una sorta di corsa ad ostacoli pur di riparare, correggere ed applicare correttivi di sopravvivenza contabile e di governabilità complessiva della macchina comunale? Qualcuno può dimenticare che il precedente governo sopravviveva con 12  Dirigenti, poi 9, e l'attuale deve far fronte a tutte le emergenze con 4 Dirigenti che fanno miracoli?”.

“Ma insomma - prosegue De Biase - la tabella di marcia forzata, l'ha subita il governo Mascaro! E i partiti rimasti fuori dall'agone politico dovrebbero saperlo, che la maggioranza che ha vinto le elezioni ha avuto un inizio nella straordinarietà e tutto di corsa: approvazione consuntivo non deliberato da Speranza nei tempi dovuti; previsionale senza la possibilità di programmare il futuro in quanto obbligato e realizzato sulle ceneri contabili del consuntivo; cambio obbligato a norma di legge dei revisori; nuovi schemi come il bilancio armonizzato; in ultimo un assestamento, finalizzato a maggiori entrate e minori uscite, con fondo di garanzia anche qui obbligato per offrire maggiori certezze e garanzie di affidabilità. A continuare su questa linea, un riequilibrio assoggettato da nuove norme, con garanzie di entrate certe, uscite conseguenziali, per le poste a domanda individuale pari al 36% a fronte del 17% precedente; far fronte alle impossibilità di pagare le spese correnti; verifica oculata di tutti i debiti fuori bilancio; rinegoziazione mutui previsti fino al 2040 per un maggiore respiro contabile; ampliamento utenza pagante per maggiori entrate; Tari 2014, non inviata e lasciata da Speranza al governo Mascaro, con accavallamento tasse e peso per i cittadini; riduzione dei tempi di pagamento; controllo analogo sulle partecipate, mai fatto prima; riorganizzare della macchina comunale; fondi vincolati, ampiamente utilizzati e non ricostruiti entro il 31/12/14 come la legge prevede a cui far fronte. Basta questo? Insomma con una coperta troppo stretta, si pretende di coprire tutto. Che poi occorre investire sul territorio, attrarre risorse Europee e Nazionali, concordiamo, ma dateci il tempo”.

“E in questo contesto - rimarca il capogruppo di Calabria al Centro - ricapitalizzare le quote Sacal, non è facile, seppur l'amministrazione è pronta ad ogni azione pur di mantenere l'attuale compartecipazione, anche quella di vendere strutture poste in alienazione, o sensibilizzare la cittadinanza in un contesto di donazione modale, più volte sollecitata. Ma come si sa c'è chi sente la responsabilità della proposta e c'è chi invece viene più facile la critica. Rimane il problema. E quello lo devono risolvere chi ha a cuore le sorti della città.  E chi scrive, assieme all'intero gruppo di appartenenza, nel pieno contesto della maggioranza, sente il dovere di farlo, a costo di critiche inutili. Ed intanto, pur tra mille difficoltà, la città cambia volto e riscopre il decoro urbano ed il rispetto delle regole. Spariscono le affissioni abusive, diminuiscono i parcheggi selvaggi, diventano un lontano ricordo i fumi dal campo rom, rotoli diventa un parco e le rotatorie sempre più verdi ed incantevoli. Si convocano le categorie professionali per condurre in porto il PSC, si dialoga con gli uffici regionali per finalmente avere un piano spiaggia legittimo, si portano avanti opere pubbliche i cui fondi erano quasi persi, si presentano progetti innovativi per il recupero delle periferie e per l'adeguamento dei semafori anche per i non vedenti. Si aumentano considerevolmente i fondi di riserva e per i crediti di dubbia esigibilità ma nel contempo si destinano rilevanti somme per i disabili, buoni mensa per indigenti, contributi straordinari per chi ha perso il lavoro, fondi per la morosità involontaria. Si adottano i regolamenti per l'utilizzo dei beni di proprietà comunale, finora oggetto di assegnazione selvaggia, per la contabilità, per il controllo analogo. Si avvia al traguardo la contrattazione decentrata 2013 e 2014 sinora dormiente. Si cambia atteggiamento nei consigli comunali senza sceneggiate da seconda convocazione e senza maggioranze risicate e mutevoli. Si porta in ogni angolo della città il sorriso e la voglia del cambiamento incentivando spazi per commercio, turismo ed agricoltura. Si aprono le porte del comune ai cittadini, accolti ed ascoltati. Si cambia volto per una nuova Lamezia”.

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