Salta al contenuto principale

de-biase-1.jpgLamezia Terme – “Noi come sempre, ci saremo, perché oramai il Dulbecco è pronto; Il Super Hub a Cz  che  si compone con Germaneto e quindi il Policlinico Universitario. T. Campanella - (quello che resta) il Pugliese Ciaccio–il Sant’Anna Hospital, Villa Serena, Villa Del Sole, S. Vincenzo, ecc. Ergo, Lamezia Sopravviverà? Ecco il perché di una battaglia convinta, altrimenti conteremo ancora le occasioni perdute come: Lamezia provincia; Città della fiction, Borgo termale; area portuale; centro di Scuola di polizia penitenziaria; edilizia per le forze dell’ordine; Icom, area commerciale; Sir: mummificata senza una sviluppo industriale reale; zona franca urbana; Biofata (prodotti biologici); metropolitana di superficie; ente fiera regionale; enoteca, sede unica regionale (invece doppiata); le cantine vinicole sono state chiuse; l’enopolio chiuso; finanche la stazione ferroviaria nell’ex Sambiase; e ancora: credevamo in un centro grandi ustionati; speravamo che la nostra azienda sanitaria non venisse accorpata a Girifalco-Chiaravalle-Soverato- ambivamo ad avere il Trauma Center; puntavamo in un Hub per Lamezia e abbiamo avuto uno Spoke! “e allora can pelato, ha paura dell’acqua fredda"

"Non possiamo - continua De Biase - abbassare la guarda anche questa volta, ora ci aspetta un'ultima battaglia, quella di non vedere anche la nostra struttura ospedaliera senza speranze future e con le vele ammainate. Insomma, un ospedale storico, che ha ospitato e ospita e forse non ospiterà più eccellenze sanitarie a valenza regionale come: centro regionale di neurogenetica che svolge funzioni di assistenza e ricerca per la regione; il servizio di anatomia patologica, che ha raccolto e raccoglie richieste da tutto il territorio calabrese: Il servizio di terapia intensiva neonatale che ha avuto ricoveri da ogni ambito regionale; Il reparto di urologia che ha ricoveri da provenienti da ogni parte della Calabria Servizio trasfusionale che assicurato l’autosufficienza regionale di sangue; Anestesia e Rianimazione, quale centro regionale di eccellenza. E perché no, la prima scuola infermieri: dove va ricordato il prof. Aldo Tomaino, fautore e istitutore di tale intuizione. Ancora oggi annovera un reparto di richiamo regionale, come il Centro fibrosi cistica d'avanguardia. Da qui il richiamo forte di unità, dopo che Lamezia, nel tempo, si è caratterizzata con Reparti attrattivi, di prestigio di richiamo come: pediatria, malattie infettive, Oculistica, con il prof. Frasca; l'Emodialisi, l'ortopedia che ha formato una scuola, con prof Minniti; medicina interna, con il prof Giraldi; la cardiologia che ebbe già dagli anni 80 la unità coronarica, la chirurgia generale, con il prof Virgillo; la Chirurgia di urgenza con il prof Borrello; un pronto soccorso, che è stato uno dei primi reparti d’urgenza chirurgica al sud, un servizio trasfusionale che fu per anni di richiamo regionale ed extraregionale; successivamente l'Anatomia Patologica, punto di riferimento nella diagnostica Cito-istologica non solo provinciale ma anche regionale, (unico Reparto ad ottenere la Certificazione di Qualità)".

"Ebbene - conclude De Biase - oggi tutto questo, grazie al commissario Scura e al silenzio assordante e poco incisivo della Regione, è a rischio decadenza. Purtroppo devo ricordare che quanto oggi registrato, c'era chi, come il sottoscritto assieme a pochi altri, ad agosto del 2015, lo anticipava con proteste forti, da alcuni non credute. Oggi, per fortuna, dopo mesi e mesi, ci si sveglia in massa. Insomma siamo all'epilogo finale. Io sono tra quelli che non si arrende, ma la battaglia per salvare la nostra sanità, la si può anche combattere a Lamezia, ma l'eco della protesta, così come da sempre affermo, deve raggiungere Roma, il ministro Lorenzin, il quale Ministro ha il potere di fermare la mano, o meglio la scure che trancia la nostra sanità. E la delegazione che dovrà formarsi a mio parere, deve essere determinata e rappresentativa, a partire dal Sindaco della città, Mascaro, gli onorevoli Lo Moro, Galati, Barbanti. Senza ma e senza se, e sopratutto con l'unica bandiera alzata con i colori di Lamezia. Dopo di ciò, ove malauguratamente la battaglia non sfocerà nel risultato auspicato, potremo gridare con amarezza, che un nuovo decadentismo si è manifestato, di contro, come auspicabile, vorremo gioire per un nuovo Rinascimento concretizzatosi a Lamezia.”

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.