Lamezia Terme - Pubblichiamo la lettera di Francesco Grandinetti, ex presidente del consiglio comunale di Lamezia, al presidente Renzi in merito alle questioni più rilevanti che riguardano il territorio.
“Oggi più che mai si deve essere concreti e poco politicanti. Ciò che si legge sui giornali in questi giorni è solo per gli addetti ai lavori. Riunioni di partiti senza capi eletti, cambi di casacca che poco importano alla gente, diktat politici da parte di personaggi autoreferenziali che cercano di attrarre l'attenzione con futili beghe in un momento in cui invece le persone vorrebbero sentire parlare di loro, dei loro problemi, delle loro angosce giornaliere. Caro Presidente Renzi non si deve guardare solo agli equilibri del partito nazionale. Esistono quelle zone d'Italia che chiamiamo periferie che dovrebbero essere il fattore pulsante di una rinascita. È nelle periferie che si annida la povertà, il degrado, il brutto. È da lì che si deve partire. L'atto di coraggio che stai avendo a Roma lo si deve avere anche nelle periferie. Qui da noi ancora soltanto beghe! E purtroppo il PD è come gli altri e non diverso dagli altri come si sperava fosse. Congressi annunciati, capi autoproclamati, rendite di posizioni da consolidare con la forza ed il mantenimento della confusione. La Calabria ha bisogno di concretezze, di programmazione. Non si può governare un territorio come il nostro avendo come primo compito quello di difendersi da accuse o con la paura di sbagliare. L'unico dovere dovrebbe essere quello di fare ciò che serve ai cittadini. Invece non è così. Ci vuole uno scatto di orgoglio. Deve rinascere la convinzione che chi fa politica la deve fare per servire non per servirsene. È il momento che i cittadini, i militanti invisibili, diventano visibili e determinino il cambiamento. Caro Renzi, la Sanità ad esempio, non è una questione che può essere trattata come una merce di scambio e di favori. La "salute" non può essere trattata da un ingegnere commissario incurante dei bisogni dei cittadini. Non si può essere condizionati solo dalle logiche economiche e accondiscendere a pressioni politiche che vanificano il "nobile gesto" dell'economicità. La sanità va trattata dalla Politica, ma non da quella politica che fino ad oggi ha saputo nominare primari, e spartirsi il potere. La politica che dovrebbe interessarsene é quella vera, quella che comprende i bisogni delle fasce deboli, di quelli che non hanno soldi per curarsi e che sono sballottolati da uno ospedale ad un altro per poter fare una ecografia il cui ritardo a volte può determinare la vita o la morte. Basta con i soliti che ordinano il da farsi ed i soliti personaggi servili senza spina dorsale. Bisogna cambiare, non rottamare; cambiare modo di vedere la vita dei cittadini immedesimandosi a loro per comprendere il da farsi. Sono stato presidente del consiglio di Lamezia Terme e conosco bene quanti inutili mozioni ed interrogazioni vengono presentate e che servono solo a mettersi in evidenza senza portare niente di concreto. L'ho fatto pure io... Si dia una svolta al modo di fare politica altrimenti tra un po' non si avrà neanche quel minimo di credibilità che c'è rimasto, ed il tutto passa dalla consapevolezza che il cambiamento può avvenire se gli invisibili diventano visibili”.
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