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Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota di Francesco Grandinetti in risposta al Comitato "Riapriamo il carcere lametino", in merito al trasferimento del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria a Lamezia.  Vorrei precisare che il sottoscritto non si “accontenta” del trasferimento del Provveditorato - afferma Grandinetti - ma è rimasto indignato dal fatto che il consiglio Comunale di Catanzaro abbia parlato di scippo nel caso in cui il Ministero di competenza  decidesse in tal senso. Ho lottato anni per la costituzione della provincia di Lamezia e l'ho  fatto con la forza e la determinazione che mi è consona. Ma nel momento in cui ti accorgi che la cosa diventa impossibile e anacronistica, devi necessariamente desistere e concentrarti su cosa può servire per la crescita della città.

Ebbene - prosegue poi Grandinetti - il carcere di Lamezia ormai è stato chiuso e mi dicono che l’immobile ha già perso internamente i connotati di un carcere. Credo infatti che abbiano dismesso le celle. Credo anche che la costruzione di un nuovo carcere a Lamezia sia in questo momento una chimera. Mi pare invece che il trasferimento del PRAP sia realizzabile ed oltretutto pare sia nelle intenzioni del governo centrale. Ecco perché lotto per averlo. Questo vuol dire accontentarsi? Questo vuol dire amare la città oltre ogni egoismo e tentare di aprire in centro città  uffici di interesse regionale che possano portare un po' di ossigeno economico al territorio ed alle famiglie. Tutto qui. È per dovere di rispetto alle mie idee che mi è sembrato opportuno rispondere al Comitato. Noi non siamo uno contro l'altro, ma dalla stessa parte. Accettare il provveditorato non vuol dire barattare la costruzione di un nuovo carcere. Se ci saranno i presupposti, ben venga. Ma per adesso - conclude - lottiamo affinché il Ministero rimanga dell'opinione di trasferire il PRAP nella nostra città". 

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