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Lamezia Terme - Il presidente dell’associazione “Libero Pensiero” l’avvocato Francesco Grandinetti interviene su sentenza Imu e Irpef del Consiglio di Stato.
 
“Dopo aver fortemente contestato (vedi Il Lametino, Gazzetta del Sud e Calabria Ora del 15.03.2014) la delibera comunale che affidava agli avvocati Beniamino Caravita di Toritto ed Ettore Jorio l’incarico di promuovere il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Calabria sia per come motivata (per la specialità della materia e per la connessione con il giudizio già affidato ai professori innanzi le sezioni riunite della corte dei conti) sia per la revoca dei difensori di primo grado (Salvatore Leone, Caterina Flora Restuccia e Francesco Carnovale Scalzo) i quali hanno difeso il comune in un giudizio dall’esito scontato, tenuto conto che tutta la giurisprudenza amministrativa (Tar e Consiglio di Stato) e di controllo contabile (Corte Conti Regionali) – senza incertezze - avevano già concluso in modo identico alla decisione del Tar Calabria, oggi ci corre l’obbligo di porre i quesiti già formulati nei mesi precedenti, ovvero: la sentenza del Consiglio di Stato che conferma quella del Tar Calabria quali conseguenze comporterà sulla figura dell’assessore al bilancio che non ha portato la delibera Imu in tempi utili per l’approvazione nei termini di legge? Quali saranno le ripercussioni sui dirigenti che hanno, sulla delibera Imu, apposto il visto di regolarità tecnica? Venendo poi ai costi giudiziari, occorre evidenziare come la frase “i professoroni non saranno pagati a caro prezzo” non sia sufficiente a chiarire l’entità effettiva ovvero il quantum debeatur della spesa e soprattutto ci chiediamo se non fossero stati revocati i difensori di primo grado quanto avrebbe risparmiato il comune?  L’ente locale più virtuoso del paese? il governatore giusto per la nostra regione? Può darsi ma sicuramente ci troviamo con un sindaco inadatto per la nostra città”.

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