Salta al contenuto principale

francesco-grandinetti-cons-comunale.jpg

Lamezia Terme - Concordo con chi sostiene che i libri per le scuole obbligatorie non devono essere “pagati” dalle famiglie. Proprio perché la scuola è “obbligatoria”, lo Stato deve garantirne a tutti il diritto a frequentarle. Riguardo alla situazione attuale a Lamezia non appena letta la notizia mi sono subito rapportato con il Sindaco, il quale mi ha risposto che non si tratta di una delibera di giunta, ma di una determina degli uffici nata in rapporto all’ipotesi di bilancio di previsione. Mi ha anche rassicurato che in questi giorni valuterà la cosa sotto il profilo politico/sociale nonostante si debbano fare i conti con i minori introiti provenienti da Roma, che il Comune ha subito.
“C’è da dire con obiettività - sottolinea il presidente del consiglio comunale - che fino ad oggi i libri erano dati gratis a tutti senza distinzione. Cioè chi prendeva 10.000 euro di stipendio mensile (vedi onorevoli enonsolo!) non pagava i libri alla pari di chi viveva con 600 euro di stipendio al mese. Questo non era giusto, pertanto una modifica andava e va assolutamente fatta, specialmente in un momento come questo per il nostro comune e per l’Italia intera. Pertanto il mio invito al sindaco di valutare la cosa è stato, per onestà intellettuale senza molta insistenza, accettato. Anzi il Sindaco aveva già programmato incontri per verificare da dove attingere eventuali fondi per venire incontro ancora di più alle famiglie. Pensate se ci fosse stato il dissesto, non se ne poteva neanche discutere e i libri li avrebbero pagati tutti, anche chi avesse l’ISEE con meno di 4000 euro di reddito!”.
“Non sono d’accordo invece - aggiunge - quando alcuni, anche in buona fede, pongono la questione in maniera alternativa agli aiuti per le altre fasce deboli (immigrati, zingari ecc.). Il nostro popolo lametino è noto per la grande dote di solidarietà e altruismo. Cadere nella facile demagogia di chi dice che vengono prima i lametini e poi gli immigrati e gli zingari fa ritornare alla mente le discriminazioni di un tempo che oggi ci fanno aborrire. Chi amministra ha davanti a se un’immensità di problemi, ci sono i senza lavoro e ci sono chi l’ha perso da qualche giorno o a paura di perderlo, chi aiutare per primo? Ultimamente abbiamo avuto un Consiglio Comunale sul caso Infocontact, sono stato sommerso giustamente, in qualità di presidente del consiglio comunale,  da una miriade di lettere di disoccupati che mi chiedevano di fare lo stesso per loro. E’ giusto o è sbagliato? Ci sono mamme sole, vedove e/o divorziate che non hanno neanche i soldi per pagare il latte per i propri figli, e ci sono famiglie con cinque figli a carico e con uno stipendio di 900 euro, chi aiutare per prima? C’è gente senza casa che dorme in macchina e gente che vive in una  casa senza luce e acqua perché non può pagare la bolletta, chi aiutare?”
“Ci sono gli immigrati che vengono da un mondo lontano - continua - lasciando famiglie e affetti in cerca di aiuto per i loro figli, e ci sono persone lametine costrette ad andare a trovare lavoro fuori regione e forse fuori Italia per dare da mangiare ai loro figli e sperare di disegnare il proprio futuro. Chi aiutare? Per quanto riguarda poi i soldi per gli “immigrati”, questi, di fatto, vengono dati in massima parte in tutta Italia non direttamente a loro, ma alle associazioni che se ne prendono cura, producendo, di fatto, centinaia di migliaia di posti di lavoro per i giovani e i meno giovani italiani. Ebbene essere talmente superficiali da mettere uno contro l’altro non fa altro che alimentare odio e possibili atti di esasperazione”.
“Oggi tutti hanno diritto a essere aiutati - prosegue - e nessuno per legge viene prima degli altri. Pertanto il vero problema è evitare le spese superflue, eliminare i maxistipendi dei dirigenti e uomini politici; abbassare radicalmente gli stipendi dei dirigenti e politici regionali e nazionali; eliminare da subito i vitalizi e le pensioni d’oro; eliminare sedi di rappresentanza secondarie di Enti, costose e improduttive; combattere la corruzione per ricavarne risorse disponibili. Questo - conclude - è il problema e non quello della guerra tra poveri. I poveri sono poveri e non hanno colore. Pertanto aspetteremo fiduciosi che il Sindaco e la giunta possa trovare una soluzione alla questione libri, la migliore possibile, certi che il buon senso prevarrà”.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.