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Lamezia Terme - Si apre con tre ospiti la seduta odierna del Consiglio Comunale, chiamato a discutere, tra i vari punti all’ordine del giorno, anche della proposta del consigliere Antonello Sdanganelli su una possibile risoluzione per la mancanza di organico alla Procura Antimafia e agli uffici giudiziari distrettuali. catanzaresi. Proprio per questo, in qualità di rappresentanti, hanno presenziato il Procuratore Vincenzo Antonio Lombardo, il Presidente del Tribunale di Catanzaro Domenico Ielasi e il magistrato Gabriella Reillo. Ad illustrare poi la proposta è stato proprio il consigliere di Progetto Lamezia, Sdanganelli che ha spiegato come “le azioni della DDA di Catanzaro hanno suscitato grande speranza nella cittadinanza”, chiedendo poi al Sindaco di prendersi carico di trattare questa questione così come “ha fatto a Roma nel giugno del 2012 quando si è battuto contro la chiusura del Tribunale lametino”.

Elogi per l’iniziativa sono arrivati da tutti e tre gli ospiti che hanno rimarcato in particolare come questo invito rappresenti il simbolo di un lavoro sinergico tra le istituzioni. Il presidente del Tribunale di Catanzaro ha spiegato che questa situazione, che è generale e non localizzata e riguarda tutte le realtà giudiziarie da Napoli in giù, sia stata fatta presente più volte a chi di competenza. “La Corte d’Appello di Catanzaro si occupa di processi provenienti da tutte le province calabresi tranne quella cosentina, – ha affermato Ielasi –mentre per quanto riguarda i processi monocratici c’è stato un aumento esponenziale da 1000 a 4500, in meno di due anni”. “Come giudici del Tribunale di Catanzaro, - ha concluso – siamo massacrati di lavoro pur avendo la consapevolezza di voler contribuire a distruggere questa mala pianta che è la criminalità organizzata”.  “Abbiamo apprezzato l’idea che ci avete proposto – ha affermato la Reillo – perché offre uno spaccato chiaro di come il lavoro della magistratura abbia una ricaduta sui territori sui quali si opera”. Il magistrato lametino in forze a Catanzaro, fa riferimento ai dati che spesso sono costretti ad elencare che però non danno l’entità del lavoro e delle difficoltà in cui sono chiamati a lavorare, “per questo – ha aggiunto – avremmo bisogno di una certa continuità che possa permettere di sradicare completamente la criminalità organizzata. C’è una necessità reale di avere mezzi, soldi, personale giudiziario e amministrativo per essere messi in condizione di poter lavorare bene e tempestivamente”.

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Per il Procuratore Vincenzo Lombardo il problema giustizia in Calabria viene da lontano e riguarda anche problemi di composizione di organico: “i magistrati che arrivano nei nostri distretti spesso e per la maggior parte tornano nelle loro sedi”, ha commentato il procuratore che ha poi spiegato come il distretto di Catanzaro comprenda i due terzi della popolazione regionale e che con un cambio strategico, in due anni, ci si è concentrati per “costruire i reticoli organizzativi criminali, raggiungendo risultati, come quelli su Lamezia, che devono servire da buon esempio”. “Molti in Italia parlano di combattere la mafia, ma non ci si deve riempire solo la bocca di parole e pensare, invece, a concretizzarle”, ha commentato Lombardo che non ha mancato di fare riferimento anche alla cosiddetta “zona grigia”.  La situazione delle carenze d’organico nei tribunali andrebbero, secondo il Procuratore, viste “concentrandosi su un’ottica nazionale e non provinciale”, riferendosi alla riforma di revisione degli organici per la quale due anni fa stava rischiando la chiusura il Tribunale lametino: “La riforma nel suo obiettivo non era sbagliata. – ha commentato il numero uno della DDA catanzarese - Nel momento della soppressione bisognava avere la capacità di adattarsi alle innovazioni”. Da parte dei consiglieri comunali, poi, all’unanimità si è levata una comunione di intenti e la volontà di adoperarsi per portare avanti questa problematica. La convinzione è che in un territorio come quello lametino, sia necessario assicurare e garantire il lavoro di forze dell’ordine e magistratura.

Dopo la discussione sugli uffici giudiziari di Catanzaro, l’attenzione si è focalizzata sulla comunicazione del Sindaco sulle motivazioni della sentenza delle Sezioni Riunite che ha definito il no al dissesto finanziario del Comune. Speranza ha ribadito la sua soddisfazione per l’esito: “Non c’erano motivazioni tali da dichiarare il default del comune”, chiarendo che, naturalmente, il quadro complessivo non è sicuramente roseo ma che non è circoscritto solo al nostro Comune. Il primo cittadino ha poi ricordato come la questione Imu e Irpef sia al vaglio del Consiglio di Stato che dovrebbe emettere la sentenza sul ricorso presentato dall’Ente probabilmente entro il 18 o il 20 giugno.”Il consuntivo 2013 – ha specificato Speranza - teneva conto delle formulazioni su Imu e Irpef per come approvate a dicembre e sulle quali ora si sta decidendo sulla validità. Quindi – ha aggiunto - proporrei di riformulare il consuntivo 2013, aggiungendo un emendamento a quel documento, in maniera tale da poter dare la possibilità ai consiglieri di lavorare su questo. Se dovesse essere accolto il ricorso su Imu e Irpef il nostro piano di rientro è facilmente programmabile, se così non fosse la cifra di cui si parla potrebbe essere spalmata negli anni senza problemi. La situazione critica delle nostre finanze- ha concluso il Sindaco - merita un piano decennale, serio e leggero per i cittadini”. La seduta è stata poi chiusa con l’approvazione all’unanimità di una serie di sdemanializzazioni e vendite di terreni ed edifici di proprietà comunale.

Claudia Strangis

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