
Lamezia Terme – “Ci è parsa quanto meno fuori luogo la comunicazione di “scampato pericolo” del sindaco Mascaro durante la scorsa conferenza stampa, alla presenza, tra l’altro, dei dirigenti della Lamezia Multiservizi e della Daneco Impianti SpA”. Ad affermarlo è il collettivo lametino Casarossa 40 sulla questione rifiuti a Lamezia che ritiene emergenziale. Casarossa interviene sulla Daneco sostenendo che "La cosa certa è che la Daneco Impianti SpA naviga in cattive acque, e questo si era capito da tempo”.
“Ora, a certificare lo stato di crisi finanziaria della società è la domanda di concordato preventivo presentata al tribunale di Roma (dove l’impresa ha sede legale) lo scorso 3 luglio. Un tentativo estremo per uscire dall’imbuto del fallimento che la Sezione Fallimentare del Tribunale Ordinario di Roma ha ritenuto di concederle, fissando al prossimo 5 ottobre il termine ultimo per il deposito della proposta definitiva, comprensiva di piano e documentazione, e ordinando il pagamento di 30mila euro quale cifra per il compenso dei commissari giudiziali e per le spese del procedimento. Rispettando le seguenti scadenze, 31 luglio, 31 agosto e 30 settembre, dovrà inoltre essere depositato in cancelleria il quadro finanziario aggiornato dell’impresa”.
“Resta quindi poco più di un mese – affermano - per allontanare lo spettro del fallimento a fronte di bilanci che, dal 2014 al 2016, hanno inesorabilmente allargato le crepe del dissesto e allungato l’elenco dei creditori. I cittadini di Lamezia però sanno benissimo che questa crisi viene da lontano e che nessuna emergenza rifiuti è scongiurata. Tutt’altro! Che la crisi sia dietro l’angolo lo dimostrano i cumuli di rifiuti che invadono ogni angolo delle periferie della città che con il tempo sono diventate delle vere e proprie discariche a cielo aperto”. Secondo Casarossa “L’amministrazione Mascaro si è solo premurata di ripulire il salotto buono della città, lasciando le periferie e le zone popolari nel degrado più totale”. “A questo si aggiungono i recenti scioperi dei lavoratori della Daneco che con le loro rivendicazioni hanno messo a nudo una fase di collasso definitivo di un sistema regionale dei rifiuti che da una parte dichiara, attraverso il nuovo Piano Regionale da poco approvato, di volere “discariche zero”, ma dall’altra non ha la più pallida idea di dove far conferire i rifiuti dopo la sostanziale chiusura di Pianopoli, non riuscendo neppure a dare risposte concrete ai lavoratori Daneco che chiedono: i buoni pasto non erogati da marzo 2015; il TFR trattenuto dall’azienda da novembre 2011 e non versato sul fondo di ciascun dipendente; i rimborsi spese non pagati e arretrati vari. Da un calcolo approssimativo reso noto da alcune sigle sindacali, ogni lavoratore Daneco ha accumulato in questi anni circa 10.000 euro di arretrati da parte dell’azienda”.
“Nonostante questa situazione al limite del collasso, la Regione Calabria – prosegue il Collettivo - firma con una certa frequenza accordi di transazione con la Daneco, che permettono all’impresa di andare avanti in cambio però di un servizio parziale, a singhiozzo, senza tutele per i lavoratori e garanzie per i cittadini. Il rischio di un continuo (ma oramai inevitabile) blocco degli impianti espone i cittadini di Lamezia e di tutto l’hinterland a pesanti disagi soprattutto nei mesi estivi dove l’aumento delle temperature produce problemi di natura igienico-sanitario”. “Inoltre, per i cosiddetti “comuni virtuosi” della raccolta differenziata, arriverà nel 2018 una super stangata approvata dalla Regione Calabria che prevede l’aumento di circa 60€ a tonnellata di rifiuti smaltiti, passando dagli attuali 107€ ai futuri 165€ per quei comuni che superano il 65% di raccolta differenziata, cifra molto simile alle 169€/tonnellata che dovranno invece versare i comuni meno virtuosi”. Secondo Casarossa 40, “Comune e la Regione continuano a rispondere con soluzioni tampone che consistono nel portare a spasso i rifiuti lametini in giro per gli impianti calabresi, continuando a versare milioni di euro alla Daneco SpA, che abbiamo visto essere sull’orlo del fallimento”.
“Sull’emergenza rifiuti e su altre questioni che riguardano la salute e la difesa del territorio (acqua, PSC, salute), Casarossa40 lancerà nelle prossime settimane una campagna di mobilitazione provando a costruire, nel centro e nei quartieri periferici della nostra città, percorsi collettivi al fine di rispondere alle domande: “Chi decide sulle nostre vite?” e “Come si decide sulle nostre vite?”.
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