
Lamezia Terme - Prosegue l’esposizione del programma del movimento Città delle Idee con candidato a sindaco Andrea Falvo e il focus si sposta oggi sugli ultimi due punti trattati in fase pre-elettorale, ovvero i temi cultura e smart city. La cultura è uno degli ambiti facenti capo all’assessorato alla qualità della vita previsto da Falvo e comprende cinque settori: arte, musica, sport, cultura digitale, gestione delle strutture. Per quanto riguarda l’arte, argomento disquisito dall’esponente del movimento Giuseppe Donato, ci si propone di creare una rete di associazioni legate alla cultura i cui responsabili si incontrino annualmente per stabilire un programma di eventi. Ma soprattutto il tema dell’arte si lega all’artigianato e si incentra sulla riqualificazione dei centri storici con la creazione di un percorso che vada dalla cattedrale al castello Normanno con laboratori artigianali aperti al pubblico. Il discorso vale anche per il centro storico di Sambiase dove i laboratori saranno incentrati sulla produzione olearia e vitivinicola con percorsi di degustazione.
Per quanto concerne il settore musica, trattato da Tommaso Colloca, ci si propone di creare una Scuola di Musica Civica - anticamente già esistente a Nicastro – finalizzata alla creazione di un’orchestra civica e convenzionata con il Conservatorio Tchaikovskj, la creazione di un archivio e di una biblioteca musicale, di una sala d’ascolto - da usare anche per musicoterapia e preparazione al parto in convenzione con l’Asp - e di uno spazio in cui realizzare la proiezione di film e documentari sulla musica.
Si passa quindi al tema della cultura digitale, trattato da Christian Maglia, incentrato sulla dotazione di codici QR, particolari codici a barre che rimandano a contenuti digitali visualizzabili fotografando il codice con un cellulare dotato di una particolare App. Si tratta di una tecnica già molto diffusa in Europa che permette a qualunque visitatore di conoscere la storia di ciò che sta guardando. Si parla inoltre di dotare i luoghi che lo necessitano di reti Wi-Fi gratuite e senza necessità di registrazione e di creare corsi comunali di lingue straniere e di programmazione informatica, anche e soprattutto per i bambini.
Si passa quindi al tema della smart city, di cui si occupano Pasquale Falvo e Michele Ruffa. Smart city significa città intelligente, ovvero interconnessa. Si tratta praticamente di creare un modo veloce di interazione fra archivi e banche dati già esistenti per ottenere in pochi secondi informazioni e risposte, come ad esempio reperire certificati piuttosto che individuare abusivismo edilizio, evasione o reperire i dispersi dopo un terremoto.
La parola passa a Virgilio Muratore, che tratterà dei metodi per prevenire il dissesto stradale dovuto al consumo del suolo con il metodo dei rain garden, aiuole dotate di una particolare tecnologia che raccolgono il deflusso delle acque, le filtrano, le convogliano in un tubo di drenaggio per evitare di sovraccaricare la rete fognaria con conseguente allagamento. In alternativa si possono usare allo stesso scopo altri dispositivi come i parcheggi permeabili, realizzati con guaine di gomma riciclata o, per il centro storico, le pavimentazioni drenanti.
Ancora, Bertolami tratta del progetto di creare orti urbani in aree dismesse del centro, da mettere a disposizione delle scuole e da adibire anche ad orto-terapia per persone disabili e con disagio. Infine, Guido Cimino tratta di finanziamenti europei e nazionali da intercettare per creare una smart city su misura, senza copiare i modelli di altre città europee, e di co-working, cioè studi associati da creare in locali comunali dati in gestione a prezzi irrisori a lavoratori che vogliano iniziare ad esercitare.
G.D.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA