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Lamezia Terme - Si è tenuta presso il Teatro Umberto la conferenza politico-culturale aperta al pubblico indetta dal movimento “Città delle Idee”. La conferenza, che fa seguito al primo incontro di presentazione alla cittadinanza del 29 gennaio, è stato introdotto da una giovane esponente del movimento, Giusy Cervadoro, che ha brevemente raccontato al pubblico la propria esperienza di lametina che, dopo aver studiato fuori dalla Calabria e aver vissuto all’estero, decide di tornare per cambiare le cose e incontra “Città delle Idee”, un gruppo che si basa “ su una rete fatta di persone che cercano di creare insieme qualcosa di fattibile, di realizzabile.”

E’ poi intervenuto ai microfoni Fabio Campisano, commercialista, anche lui “tornato in Calabria nella speranza di uno sviluppo economico, culturale e sociale. Aspettative fino a questo momento deluse, ma proprio da ciò nasce l’impegno con “Città delle Idee” , che ha sviluppato un metodo di lavoro basato sulla centralità delle competenze individuali, sul dialogo per lo sviluppo delle potenzialità, e soprattutto sulla meritocrazia, ponendo un freno ad altri sistemi basati sul nepotismo e sul clientelismo. Un modello open-source, fondato sulla partecipazione dal basso, in cui far confluire idee e proposte da parte di professionisti, ognuno concentrato sul proprio settore.”

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Quindi l’intervento di Andrea Falvo, altro esponente del movimento, secondo il quale “ abbiamo assistito alla fine della seconda repubblica anche a Lamezia : è finita l’epoca degli slogan e dei buoni propositi. E dopo vent’anni siamo solo più poveri. Oggi non abbiamo più il tempo di perdere tempo. Si può avere un progresso reale solo usando il cervello.” A seguire un’analisi del clima politico attuale, con “ fenomeni di rabbia e protesta o di indifferenza e rinuncia al voto. Scenario che non fa che agevolare i personalismi e gli interessi privati di politici lontani dal bene comune.” Ma secondo Falvo “non si può vivere di protesta senza cercare una soluzione.” E ancora “ dobbiamo riscoprire valori attorno ai quali fare comunità, ricostruendo una fetta di società civile.” Un invito, quello di Falvo, aperto a persone di qualsiasi colore politico che vanno coordinate solo in base alle competenze. Aggiunge però che l’appello ad essere chiamato come interlocutore politico lanciato in gennaio dal movimento “Città delle Idee” alle varie forze coinvolte nelle amministrative, è stato raccolto dal PD, che ha invitato gli esponenti del movimento a sedersi al tavolo programmatico per discutere sulla carta dei valori nelle prossime riunioni di coalizione. Offerta discussa e accettata dal movimento, non allo scopo di ricevere poltrone e seggi ma “esclusivamente per poter incidere  sulle decisioni che riguardano la città, in funzione del bene comune.”

In conclusione, ha preso la parola il geologo lametino Giulio Riga, esperto le cui conoscenze saranno utilizzate nel settore decisionale “ambiente”. Riga ha inizialmente discusso delle precarie condizioni del mare e dei fiumi, interessati da inquinamento batteriologico e da sostanze chimiche potenzialmente dannose. Ha poi illustrato l’ubicazione delle varie aree termali presenti sulla piana, non unicamente riconducibili alla zona di Caronte, ma sparse in alcuni punti lungo due linee fondamentali in corrispondenza  delle faglie attive, responsabili dei terremoti in una zona, come la nostra, ad alto rischio sismico. E proprio su quest’argomento che si concentrano gli studi di Riga. Infatti, contro l’opinione corrente che i terremoti non si possano prevedere, Riga ha illustrato la scoperta di un algoritmo in grado di prevederli su base non semplicemente probabilistica, cioè sulla base di studi statistici, ma assolutamente deterministica. A costo di suscitare allarmismi ha identificato la nostra zona come fortemente a rischio, in vista di un grosso e quasi sicuro evento sismico, che dovrebbe verificarsi a breve. “In una zona come la nostra - ha detto – la protezione civile dovrebbe essere preparata, e preparare la popolazione.”

G.D.S.

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