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Lamezia Terme - “La sorpresa del consigliere Rosario Piccioni oltre ad essere già “scartata” e immotivata nella sua globale totalità, appare a questo Comitato scontata e irriverente”. Così replica il Comitato Riapriamo il Carcere replica a Piccioni. Infatti  il nostro “timing” tutto è stato tranne che tempestivo e opportuno nella scelta dei tempi, questo solo al fine di concedere il periodo necessario per mettere in piedi l’apparato legale che avrebbe quanto meno potuto portare all’annullamento del decreto di chiusura del carcere e dare modo all’amministrazione penitenziaria centrale di rivalutare scelte operate senza tenere conto di un territorio tanto vasto e così compromesso dalle cosche e associazioni mafiose. Siamo ben consapevoli che la giunta precedente aveva dato mandato per opporsi al decreto, viste le dichiarazioni false contenute nello stesso, ma è pur vero che se ci fosse stata un’intenzione ferma e chiara di portare avanti questa scelta legale, l’allora assessore Piccioni,  avrebbe potuto nel corso dei mesi di giugno, luglio e agosto, fissare l’accento su questa grave situazione e in qualità di consigliere  della nuova amministrazione comunale porre in essere tutte le azioni necessarie per fare presentare nelle opportune sedi legali il ricorso di cui lui stesso fu all’epoca promotore e sostenitore.

Anche la priorità assunta dall’attuale sindaco Paolo Mascaro per la riapertura del carcere in sede di campagna elettorale appare ora strumentale e aleatoria considerato che dalla data del suo insediamento ad oggi la nuova giunta non ha più lontanamente pensato di riprendere e affrontare questa gravissima problematica. Dunque se è un dato di fatto che il carcere è stato chiuso ed è altrettanto inconfutabile che la volontà di trasferire il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria nella città di Lamezia Terme resta solo il classico specchietto per le allodole, è anche vero che il nostro consigliere Rosario Piccioni non può chiedere contezza all’amministrazione comunale sull’impugnazione di un decreto di chiusura che già i primi di settembre vedrà scadere i termini anche per inoltrare ricorso straordinario al Capo dello Stato. Ci si domanda quindi perché, in tre mesi pieni in cui il comune aveva dato mandato allo studio legale, chi aveva il dovere di tutelare e portare avanti un’azione di tale portata ha aspettato gli ultimi giorni utili per chiedere spiegazioni su questo già decretato “non luogo a procedere”!

È legittimo e spontaneo pensare che la vecchia amministrazione abbia presentato il ricorso solo per salvare le apparenze e che la nuova amministrazione l’abbia fatto scivolare nel dimenticatoio perché non aveva e non ha alcun interesse a sostenere e portare avanti scelte, seppur doverose e giuste, della precedente giunta. In questo triste contesto di beghe politiche chi ne paga sempre e solo  le amare conseguenze sono  i cittadini e la nostra spogliata e sfinita città di Lamezia Terme. Se non siete in grado di amministrarci dateci almeno delle risposte oneste e responsabili”.

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